martedì, 4 agosto 2020
Medinews
9 Giugno 2010

SPECIALE ASCO 2010 – N. 1, 04/06/2010

Chiacago, 4 giugno 2010

AL VIA IL 46MO CONGRESSO ASCO: L’INNOVAZIONE AL CENTRO DELL’ATTENZIONE DEGLI OLTRE 30.000 ONCOLOGI
“Advancing quality through innovation”: con questo slogan si e’ aperto oggi a Chicago il 46mo Congresso annuale ASCO, il maggiore appuntamento mondiale per l’oncologia, che riunisce oltre 30.000 esperti fino all’8 giugno. L’universo Cancro assume proporzioni sempre maggiori e cresce il rilievo socio economico di questa malattia. Secondo stime OMS diffuse proprio in coincidenza dell’ASCO, il numero di decessi per cancro nel mondo potrebbe salire a 13 milioni di persone nel 2030. Lo scorso anno, 1.479.350 persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore negli USA ed in questo Paese e’ la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. I costi per la cura del tumore crescono del 15% l’anno, si e’ calcolato che le patologie con i piu’ alti costi per i trattamenti iniziali siano quelli per il carcinoma del seno, del colon retto, del polmone e della prostata, mentre per il follow-up sono quelli del seno, prostata, linfoma e colonretto.

AIOM: “CON LA MANOVRA A RISCHIO LA QUALITA’ DELLE CURE”
La manovra finanziaria abbasserà la qualità di cura per i malati oncologi italiani. Non solo: le strutture già pesantemente in sofferenza, soprattutto al sud, correranno il rischio di chiudere e cresceranno i “viaggi della speranza”. È l’allarme che l’AIOM lancia dall”ASCO, dove ampio spazio viene riservato all’aspetto della sostenibilità e dell’economia sanitaria. In un contesto di crisi globale, capire come ottimizzare le risorse in sanità è infatti essenziale per poter garantire ai malati le migliori cure e qualità della vita. “Ma il nostro ruolo è offrire soluzioni – afferma il presidente nazionale Carmelo Iacono – e la risposta è creare un sistema di rete, in modo che un centro possa supplire alle eventuali carenze dell’altro. Il vero risparmio in oncologia si ottiene lavorando sull’organizzazione: riducendo la sola migrazione sanitaria, otterremo un risparmio minimo del 10%. Una quota che potrebbe essere reinvestita sul territorio”. Appropriatezza è la parola d’ordine della Società scientifica, che individua alcune grandi criticità nella manovra. La prima è il taglio trasversale del personale. “Dai dati del nostro “libro bianco” sappiamo che oggi la media dei reparti è di circa 6 medici oncologi strutturati e 13 infermieri professionali. Ma esistono situazioni ben peggiori, dove un’ulteriore riduzione si tradurrebbe inevitabilmente in un blocco delle attività. Questo mette a rischio anche l’importante investimento compiuto negli anni scorsi nel parco tecnologico nazionale: risonanza magnetica (RM), tomografia (Pet) e scintigrafia sono rispettivamente presenti nel 90%, 32% e 61% delle strutture di oncologia medica italiane. È illogico acquisire ulteriori nuovi macchinari in carenza di organici ma serve, quanto meno, far funzionare al massimo quelli che già abbiamo”. L’AIOM sottolinea inoltre l’importanza della personalizzazione della cura, è indispensabile utilizzare il farmaco giusto per il paziente giusto. E risparmiare: “La caratterizzazione biologica dei tumori è essenziale e richiede laboratori specializzati, figure dedicate e un lavoro comune di formazione per ridurre sempre più gli errori diagnostici – spiega il prof. Marco Venturini, presidente eletto dell’Associazione -. Un percorso che AIOM sta realizzando con SIAPEC. Sarebbe davvero miope tagliare questi costi che si traducono in un evidente risparmio di spesa nel medio periodo, evitando di utilizzare farmaci estremamente costosi per pazienti che non ne trarrebbero alcun beneficio. E, sempre sul fronte dell’appropriatezza, attenzione ai farmaci biosimilari: queste molecole, “copia” di medicinali biologici “griffati”, possono offrire un’alternativa più economica ma solo a patto che vi sia una sana competizione basata sull’efficacia e la sicurezza. Il prezzo non può essere un criterio per decidere quale molecola utilizzare”.

RISULTATI TEST FANNO IMPENNARE AZIONI AZIENDE BIOTECH
Per le piccole aziende biotech, presentare i dati delle sperimentazioni dei nuovi farmaci all’Asco puo’ significare vedere impennare la quotazione. L’effetto, secondo un sito americano specializzato in analisi di investimenti, e’ confrontabile a quello che si avrebbe se il nuovo farmaco venisse approvato dalla Food and Drug Administration (Fda). Per esempio, nel 2009, la presentazione dei dati sperimentali di un farmaco antilinfoma ha fatto salire la quotazione della Seattle Genetics da 8,25 dollari a 10,50; un farmaco contro le metastasi ha portato la Exelixis da 4,25 a 6 dollari; per I risultati positivi di un farmaco contro una caratteristica molecolare commune ad alcune forme di sarcoma, tumore del rene e del pancreas, presentati anche questi nell’Asco 2009, la ArQule ha visto salire le sue quotazioni da 3,95 a 5 dollari. ”Sono dati che non stupiscono e che riflettono quanto accade con qualsiasi altro tipo di azienda”, commenta il presidente eletto dell’Aiom, Marco Venturini. ”Questo non significa -aggiunge – che le novita’ presentate all’Asco subiscano qualche tipo di condizionamento, perche’ alla base dei risultati che vengono presentati ci sono meccanismi al di sopra di ogni sospetto, basati su revisioni anonime”.

GIANNI BONADONNA BREAST CANCER AWARD AND LECTURE 2010
Nancy E. Davidson e’ la vincitrice del Gianni Bonadonna Award and Lecture 2010. La Davidson ha pubblicato risultati chiave sul ruolo degli ormoni, in particolare gli estrogeni, sull’espressione genica e la crescita cellulare nel tumore del seno. Ha inoltre coordinato numerosi studi nazionali su potenziali nuove terapie, inclusa quella chemoendrocrina per il tumore della mammella premenopausale e la terapia antiangiogenetica per la malattia avanzata. Attualmente la Davidson e’ direttore dell’ University of Pittsburgh Cancer Institute e professore di medicina e farmacologia, mentre prima era direttore del John Hopkins Kimmel Cancer Center’s Breast Cancer Program. E’ stata inoltre presidente dell’ASCO nel 2007-2008.

L’ASCO SIGLA CON L’FDA UNA COLLABORAZIONE SULL’EXPANDED ACCESS
Nel sito educazionale dell’ASCO www.university.asco.org e’ disponibile da oggi, gratuitamente, un nuovo set di indicazioni per aiutare i medici a comprendere appieno le modalita’ per utilizzare l’expanded access per terapie ancora in fase di sperimentazione. Se esiste un’evidenza che dimostri come alcuni trattamenti non approvati per una determinata terapia possano rivelarsi utili per pazienti che abbiano gia’ esplorato tutte le altre opzioni terapeutiche e non siano eligibili per un trial clinico, gli schemi di Expanded Access regolamentati dall’FDA potranno autorizzare i medici all’utilizzo di queste molecole per proposte terapeutiche. “Siamo lieti che l’FDA ci offra l’opportunita’ di aiutarci nello sviluppare materiali educazionali di supporto ai medici, in particolare gli oncologi, per comprendere questo processo normativo – ha affermato il president eletto dell’ASCO George W. Sledge. L’FDA ha consentito l’accesso a terapie sperimentali dal 1970, a patto che le aziende fossero d’accordo nel mettere a disposizione anticipatamente la molecola. L’agenzia ha poi aggiornato le regole per il ricorso a questa procedura nell’agosto 2009 con I regolamenti “Expanded Access to investigational Drugs for Treatment Use” e ” Charging for Investigational Drugs”.


Fonte ASCO
Supplemento ad AIOM News

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