Medinews
7 Maggio 2003

LE SIGARETTE ‘LIGHT’ FANNO MALE COME LE ALTRE

Gli oncologi d’accordo con la decisione dell’Antitrust

Torino, 28 settembre 2002 – La decisione dell’Antitrust di considerare pubblicità ingannevole la scritta light sui pacchetti di sigaretta trova concordi gli oncologi medici italiani, da oggi a martedì riuniti a congresso al Lingotto di Torino. Secondo il prof. Francesco Cognetti, presidente degli oncologi italiani “mettere la parola light sulle sigarette non è una misura protettiva nei confronti dei potenziali danneggiati. L’unica forma di protezione è non prendere la sigaretta. Anzi, sapere che una sigaretta è più leggera può indurre un aumento del consumo. E’ un falso problema e una falsa soluzione”.

Per il presidente degli oncologi europei, Maurizio Tonato, “anche nelle sigarette cosiddette light il carico non è mai zero. Occorre un potenziamento dell’attuazione delle leggi già attive per evitare il fumo nei locali pubblici, negli ospedali e negli aeroporti. Il fumo – ha aggiunto – nei prossimi anni sarà una vera catastrofe soprattutto nei Paesi orientali, ma anche da noi già si iniziamo a vedere gli effetti negativi sulle donne: già a 30 anni ci sono donne con tumore al polmone. La lotta al fumo sarebbe la misura di prevenzione meno costosa e più efficace da attuare per prevenire tanti tipi di tumore”.
“Quella dell’Antitrust mi sembra una precisazione molto opportuna – commenta il prof. Roberto Labianca, presidente eletto dell’AIOM – si era infatti instaurato un meccanismo di mistificazione sul fatto che le sigarette leggere non facessero male. Questo mi pare che aiuti a fare chiarezza e a far capire che il fumo fa comunque male e che in effetti non c’è una soglia sotto la quale fumare non fa male”.
“Il fumo è sicuramente la principale causa del tumore del polmone – dice Francesco Di Costanzo, segretario AIOM – La possibilità per alcuni di fumare le sigarette con bassa nicotina comportava che molte persone fumassero di più. Speriamo che il fumo diminuisca nel nostro paese. Sicuramente questo comporterà una riduzione nel tempo del tumore del polmone, neoplasia che ha una sopravvivenza molto bassa e in cui quasi la maggior parte dei pazienti ha una diagnosi tardiva. E’ quindi molto importante una prevenzione sia essa primaria che secondaria.
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