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7 Maggio 2003

TUMORE AL CERVELLO, ARRIVA LA CURA PERSONALIZZATA TEST GENETICI PER CONOSCERE IL MIGLIOR TRATTAMENTO

Con la temozolomide aumenta l’aspettativa di vita in giovani e anziani

Nel 2003 disponibili anche all’ospedale di Padova. Presentate le linee guida per la terapia

Torino 1 ottobre 2002 – Nuovi concreti spiragli nella cura dei tumori del cervello. Molti pazienti con glioma a basso grado non dovranno più sottoporsi a sedute di radioterapia, responsabile a lungo andare di seri danni cognitivi: è stato infatti scoperto che alcune neoplasie cerebrali con specifiche alterazioni genetiche rispondono alla chemioterapia orale a base di temozolomide, aprendo così prospettive interessanti anche per questa neoplasia, che in Italia colpisce ogni anno circa 7000 persone, soprattutto nella fascia d’età tra i 15 e i 34 anni.
Per scoprire quali e quante persone potranno beneficiare di questo trattamento, sicuramente meno invasivo, basterà sottoporre i malati ad un semplice test genetico, che indicherà il miglior percorso di cura per ognuno. Dal prossimo anno questa procedura sarà disponibile anche in Italia: ad applicarla sarà il Centro Oncologico Regionale (COR) dell’Azienda ospedaliera di Padova. La notizia è emersa al Lingotto di Torino dove oggi si conclude il IV Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica.
“Attualmente – sostiene la dott. Alba Brandes, coordinatrice del gruppo di neuroncologia del COR di Padova – i giovani colpiti da tumori cerebrali a basso grado hanno un’aspettativa di vita anche di 20-25 anni. Il nostro obiettivo in questi casi è di contenere il tumore. E la messa a punto dei test non solo ci consentirà di selezionare quelle persone da sottoporre a chemioterapia orale continuativa, ma anche di curare ambulatorialmente il paziente, senza costringerlo a stressanti sedute in ospedale, con un notevole beneficio per la loro qualità di vita”.
I primi risultati dei test genetici saranno presentati a marzo 2003 a Padova. Il 14 e 15, nell’aula Morgagni dell’Università, è in programma la II International Conference Future Trands in the Treatment of Brain Tumors. Ma oltre alla terapia personalizzata, che grazie alla genetica molecolare rappresenta oggi la nuova frontiera della ricerca scientifica, la temozolomide, il primo chemioterapico orale per la cura di questi tumori, offre già adesso buoni risultati. Uno studio condotto proprio nella Divisione di oncologia medica di Padova dalla dott. Brandes e che sarà pubblicato il prossimo mese sulla rivista Cancer, ha dimostrato che questo farmaco, combinato alla radioterapia, è in grado di raddoppiare la sopravvivenza dei pazienti anziani, ha scarsi effetti collaterali e aumenta notevolmente la loro qualità di vita, rispetto alla sola radioterapia.”Al momento le prime linee guida per il trattamento dei tumori cerebrali, presentate a Torino – spiega la dott. Brandes – indicano la temozolomide come il trattamento standard per gli anziani. Per quanto riguarda invece i giovani lo standard dovrà essere definito dagli studi in corso”.
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