sabato, 28 novembre 2020
Medinews
4 Febbraio 2003

TUMORE DEL POLMONE.

Ogni anno in Italia si ammalano di tumore al polmone oltre 28.000 persone e si stima che altrettanti siano i decessi, vale a dire il 20% di tutte le morti per cancro in Italia. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Superiore di Sanità, il più alto indice di mortalità per tumore del polmone si registra in Friuli Venezia Giulia; segue la Liguria e al terzo posto la Valle d’Aosta. L’Emilia e’ al quarto posto, il Veneto al quinto. Seguono Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio, Umbria, Marche, Trentino Alto Adige, Campania, Sardegna, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Agli ultimi posti la Calabria, la Basilicata e il Molise.

Soltanto 9 su 100 sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Il rapporto donne/uomini è di circa 1:6, mentre l’età media degli ammalati è di 65 anni, nella maggioranza dei casi fumatori. Il carcinoma polmonare è da sempre la neoplasia più diffusa nella popolazione maschile di età superiore ai 40 anni.
Dal 1987, inoltre, questo tipo di tumore è diventato nel mondo la prima causa di morte per cancro anche nelle donne. E’ ormai dimostrato che il fumo è all’origine di quasi tutti i casi di carcinoma polmonare. Un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone di uno che non fuma, per le donne il pericolo è invece 13 volte maggiore. Se un tabagista smette di fumare, il rischio di sviluppare la malattia si riduce sensibilmente e dopo una quindicina d’anni le possibilità che si ammali sono identiche a quelle di una persona che non ha mai fumato. L’abolizione del fumo di sigarette consentirebbe inoltre l’eliminazione dell’80% dei tumori al polmone.
Gli altri fattori di rischio, per cui è nota l’associazione ma non la causalità, sono:

Sesso
Nel nostro Paese, così come in molte aree del mondo sviluppato, la preponderante incidenza della neoplasia nel sesso maschile (5 a 1, negli ultimi decenni) si è progressivamente ridotta fino all’attuale rapporto di 2,5 a 1. Ciò è chiara conseguenza del diffondersi nel sesso femminile dell’abitudine al fumo. La maggiore frequenza di carcinoma polmonare negli uomini non è infatti spiegata da una relazione di causa-effetto, ma piuttosto dalla presenza di un importante fattore confondente (il fumo di tabacco).

Età
Nelle aree geografiche dove l’incidenza del carcinoma polmonare è elevata, l’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio. Passando dalla fascia d’età di 35 a quella di 75 anni, l’incidenza cresce di 20 volte per le donne e di 100 volte per gli uomini.

Popolazioni ed etnie
I tassi standardizzati di incidenza più elevati in assoluto sono quelli di alcune popolazioni indigene della Nuova Zelanda (119 casi per 100.000 all’anno negli uomini e 62 nelle donne), dei neri americani della zona della Baia di San Francisco (USA) (107 e 36, rispettivamente, negli uomini e nelle donne), degli abitanti della parte occidentale della Scozia (97 e 34), e degli uomini del Belgio (92). I tassi di incidenza più bassi si osservano in India (8,5 negli uomini e 1,4 nelle donne) e nelle popolazioni africane (1,0 negli uomini del Gambia). La tabella seguente fornisce un’idea grossolana dell’incidenza del carcinoma polmonare negli uomini in varie popolazioni del mondo.

Nell’ambito della Unione Europea, i tassi di incidenza più bassi si osservano in Portogallo, Spagna e Francia. I tassi più elevati negli uomini si osservano in Belgio, Olanda, Regno Unito e Lussemburgo. La tendenza attuale, per la maggior parte degli stati membri dell’Unione, è di un aumento di incidenza del 10-15% ogni 5 anni negli uomini (fanno eccezione Olanda, Lussemburgo e Danimarca e nel Regno Unito, dove il tasso si sta stabilizzando o addirittura sta diminuendo). Nelle donne l’aumento è ancora più consistente (15-30%), eccetto che in Francia, Grecia e Spagna, dove tale l’aumento, pur presente, è più basso.

Inquinamento atmosferico
Benché ipotizzato, il ruolo dell’inquinamento atmosferico come fattore di rischio in sé, indipendentemente dal tipo e dalla concentrazione dei cancerogeni presenti, non è mai stato dimostrato in modo inequivocabile in studi controllati specifici. L’esposizione a certe sostanze chimiche e minerali quali amianto, uranio, cromo e nichel è stata correlata all’insorgenza di carcinoma polmonare, ma si tratta di casi estremamente rari.

Alcune malattie immuni e collagenopatie
Pazienti con sarcoidosi, fibrosi polmonare idiopatica e sclerodermia presentano un’incidenza di carcinoma polmonare triplicata rispetto alla popolazione generale.
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