sabato, 28 novembre 2020
Medinews
4 Febbraio 2003

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. FRANCESCO DI COSTANZO

Negli ultimi trent’anni sono stati fatti notevoli progressi anche per quanto riguarda la distribuzione sul territorio delle divisioni di oncologia medica. Nonostante persista una certa dicotomia tra Nord e alcune zone del Sud della Penisola, evidenziata anche dai dati mostrati dai Registri tumori e dal fenomeno delle migrazioni, quasi tutti gli ospedali italiani hanno al loro interno reparti di oncologia. Nella maggior parte dei casi queste realtà rimangono però sconosciute: attualmente in Italia non esiste infatti una mappa precisa di queste divisioni, né tantomeno un elenco dei centri collegati all’oncologia, come i reparti di chirurgia e di radioterapia. Non abbiamo insomma a disposizione un quadro di come molti colleghi lavorino, in che condizioni, con quali macchinari e che tipo di collaborazione esiste – se esiste – tra i vari reparti.

Per questo motivo l’AIOM ha deciso di censire tutte queste strutture per conoscere finalmente nel dettaglio la situazione reale dell’oncologia italiana, individuare sia le eccellenze, sia, soprattutto, le priorità sanitarie, le urgenze e le specifiche necessità di strutture e personale nelle diverse zone.
I dati saranno rilevati attraverso appositi questionari la cui veridicità verrà poi ulteriormente sottoposta a verifica da ispezioni sul territorio. In occasione di queste visite saranno raccolte ulteriore e specifiche informazioni che ci consentiranno di avere una fotografia veritiera di ogni centro. Per la realizzazione di questo importante censimento abbiamo chiesto la collaborazione di tutti i nostri associati. I risultati, che saranno pronti entro il 2002, verranno pubblicati in un Libro Bianco: uno strumento sicuramente utile per noi oncologi ma anche per il ministero della Salute e per gli stessi amministratori locali, che l’avvento del federalismo chiama a risposte concrete anche in ambito sanitario. Il Libro Bianco verrà aggiornato ogni cinque anni attraverso verifiche nelle varie strutture per accertare e registrare le eventuali modifiche occorse nel frattempo. Parallelamente al censimento, l’AIOM sta lavorando per promuovere la cooperazione tra gli specialisti: la partenza cioè dei dipartimenti, che adesso esistono solo sulla carta. Oggi purtroppo in oncologia non c’è la necessaria collaborazione tra radioterapisti, oncologi medici e chirurghi, dove ognuno pianifica i trattamenti per le sue competenze in modo che anche il paziente percepisca che gli interventi a cui è sottoposto sono frutto di un lavoro d’equipe. L’AIOM ha il dovere di far sì che avvenga questo colloquio tra specialisti, così come è importantissimo che tra le società scientifiche ci sia un’osmosi continua.
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