Medinews
4 Febbraio 2003

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. FRANCESCO COGNETTI

E’ assurdo che in un Paese come l’Italia si ottengano ancora risultati diseguali nelle diverse aree geografiche. Ovunque vivano o siano nati, i cittadini italiani hanno il diritto di ricevere trattamenti omogenei che consentano loro di avere le stesse chance di guarigione. L’analisi dei dati a nostra disposizione, mi sembra dimostri comunque inequivocabilmente che i malati vengono curati meglio nelle strutture dove si fa ricerca. Solo nell’ambito di sperimentazioni cliniche controllate si ha infatti un’attenzione particolare al trattamento di ogni singolo caso e si ha accesso prima e in totale sicurezza alle cure più innovative. In ogni caso, spesso il raggiungimento di risultati non dipende da particolari innovazioni della tecnologie ma consiste nella migliore applicazione dei trattamenti tradizionali: è chiaro che le sperimentazioni cliniche offrono un modello importante anche ai fini della migliore erogazione delle cure già a disposizione.

La disparità tra Nord e Sud è però scandalosa. E l’impegno prioritario mio e dell’AIOM sarà quello di favorire lo sviluppo di condizioni che impediscano il realizzarsi di queste gravissime disuguaglianze.
Per quanto riguarda la mia presidenza, si inserirà sicuramente nel solco della continuità con chi mi ha preceduto, cercando di portare a termine i progetti in corso o consolidando quelli in lavorazione. L’AIOM si propone di far crescere la professionalità e il livello di cultura e di apprendimento dei suoi associati. Personalmente credo molto nei giovani, anzi ritengo che un programma sui giovani debba essere necessariamente adottato dall’AIOM per dare l’opportunità ai nostri ricercatori, attraverso borse di studio, di frequentare i più importanti centri di oncologia sia in Italia che all’estero.
Dal punto di vista politico istituzionale l’AIOM ha assunto ormai un peso determinante che intendo mantenere durante il mio mandato. Tutte le più importanti decisioni nel campo dell’oncologia nazionale passano attraverso la consultazione decisiva della nostra Associazione, che è presente in tutte le commissioni oncologiche regionali e in quella nazionale. Non solo. Quel che più conta abbiamo raggiunto una referenzialità nella stessa opinione pubblica grazie all’attività dell’ufficio stampa. Ritengo che questo sia un fatto importante ed è merito dell’ultimo consiglio direttivo aver capito e riconosciuto la necessità di parlare anche ai cittadini attraverso i media. Un successo strappato dopo tante battaglie è la nuova legge sulle sperimentazioni, che consentirà all’oncologia italiana di fare un salto di qualità e di reggere la concorrenza degli altri paesi occidentali. Vogliamo inoltre che i gruppi cooperativi abbiano un riconoscimento formale e come AIOM intendiamo realizzare una Fondazione per lo sviluppo della ricerca clinica indipendente. Per quanto mi riguarda ho due sogni che vorrebbe veder realizzato nei 2 anni della sua presidenza. Il primo è che ogni malato di cancro italiano, indipendentemente da dove è nato e da dove vive, possa essere trattato gratuitamente e con elevata qualità nelle strutture ospedaliere pubbliche del proprio territorio. Il secondo sogno, ma in questo caso sarebbe forse meglio parlare di obiettivo, è la convergenza di grossi studi clinici su alcuni dei più grandi punti di domanda dell’oncologia internazionale. Noi recentemente abbiamo costituito il Gruppo Italiano Mammella, un gruppo cooperativo che si propone lo scopo di effettuare studi di terapia adiuvante nel carcinoma del seno. Vorrei che l’AIOM patrocinasse altre iniziative di questo genere anche per altri tumori di grande rilevanza come quello del polmone e del colon retto. Per quest’ultimo lo sforzo italiano nella ricerca è stato tra l’altro tra i più rilevanti in assoluto.
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