Medinews
4 Febbraio 2003

IL TUMORE DELLA PROSTATA

Il carcinoma prostatico rappresenta la seconda causa di morte per cancro negli uomini nella maggior parte dei paesi europei. Ancora non si sa con precisione per quale ragione, a un certo punto della vita, alcune cellule della prostata (una ghiandola, grossa come una castagna, posta tra la vescica e il pavimento pelvico) si alterino e si trasformino in cancerogene. Rilevanti differenze d’incidenza indicano che, probabilmente, il rischio di tumore prostatico è influenzato sia da fattori genetici (quali fattori ormonali, razza, e storia familiare) che da fattori ambientali. L’età è un altro fattore di rischio: attualmente nel mondo occidentale l’adenocarcinoma prostatico è responsabile del 3% dei decessi nella popolazione maschile al di sopra dei 50 anni.

I casi di tumore della prostata riportati in Italia dai vari Registri tumori nel periodo 1990-96 sono stati 12.005. Ad un anno la sopravvivenza è stata dell’83% (88% a Roma e 75% a Sassari). A tre la percentuale era già scesa al 62% (69% a Roma e 46% a Ragusa). A cinque anni la sopravvivenza osservata è stata del 48% con i due estremi a Modena (54%) e a Ragusa (34%).
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