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22 Novembre 2013

TUMORI: SONO QUASI TRE MILIONI GLI ITALIANI COLPITI “IL 57% HA SCONFITTO IL CANCRO, +10% LE GUARIGIONI NEGLI UOMINI”

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Milano, 11 ottobre 2013 – Il 91% dei pazienti con neoplasia alla prostata sopravvive. I big killer sono quelle al polmone e al seno. La più frequente al colon-retto, tiroide al secondo posto per incidenza nelle donne under 50. Il prof. Stefano Cascinu: “Nel 2013 366mila nuove diagnosi. È un libro essenziale per organizzare l’offerta dei servizi”

Aumenta il numero di italiani che si sono lasciati il cancro alle spalle. In particolare cresce del 10% la percentuale degli uomini guariti a 5 anni dalla individuazione della neoplasia. Oggi nel nostro Paese 2 milioni e 800mila persone vivono con una precedente diagnosi di tumore. Erano quasi 1.500.000 nel 1993 e 2.250.000 nel 2006. La sopravvivenza a 5 anni è raggiunta dal 57% dei casi. Nel 2013 verranno registrate in Italia 366.000 nuove diagnosi di cancro (erano 364mila nel 2012): 200.000 (55%) negli uomini e 166.000 (45%) nelle donne. Il tumore del colon-retto è il più frequente, con quasi 55.000 nuove diagnosi, seguito da quello del seno (48.000), del polmone (38.000, quasi il 30% nelle donne) e della prostata (36.000). Il cancro del polmone si conferma al primo posto complessivamente per mortalità (34.000 i decessi stimati) ed è il big killer fra gli uomini (26%), quello del seno fra le donne (16%). Il tumore del pancreas, con il 6% dei decessi, rientra tra le prime cinque cause di morte oncologica. È il censimento ufficiale, giunto alla terza edizione, che fotografa l’universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2013”, presentato oggi durante la prima giornata del XV Congresso Nazionale AIOM, in corso a Milano fino al 13 ottobre. “Questi dati – afferma il prof. Stefano Cascinu, presidente AIOM – sono di fondamentale importanza per far sì che sia l’evidenza scientifica a guidare le scelte di sanità pubblica – sia a livello nazionale che regionale – nonché per valutare l’impatto delle attività di prevenzione universale, di diagnosi precoce e di prevenzione delle complicanze e delle recidive, anche con l’obiettivo di strutturare al meglio l’offerta dei servizi”. Il miglioramento nei tassi di guarigione è evidente in neoplasie frequenti come quelle della prostata (91%), del seno (87%) e del colon-retto (64% uomini e 63% donne). Sono invece ancora basse queste percentuali nelle persone con cancro del polmone (14% uomini e 18% donne) e del pancreas (7% e 9%). “Questo volume – continua il prof. Cascinu – si conferma uno strumento indispensabile per gli addetti ai lavori, per i cittadini e per le Istituzioni. Rispetto alla versione precedente, riferita al 2012, abbiamo inserito l’analisi di altre neoplasie (esofago, utero e melanoma) e un nuovo capitolo è dedicato ai tumori nei pazienti immunodepressi. L’incidenza, la mortalità, la sopravvivenza e la prevalenza affrontano facce diverse di un fenomeno comune, del quale cerchiamo di capire l’andamento sulla base dei trend storici e di prevederne la rilevanza futura”. La conoscenza nasce anche dal confronto con altri Paesi occidentali e dalla valutazione di quelle differenze che in Italia sono ancora presenti, seppur meno accentuate rispetto al passato, fra le diverse aree geografiche. “Più precisamente – sottolinea il dott. Emanuele Crocetti, segretario AIRTUM – il tasso di incidenza è, per il totale dei tumori, più alto del 26% al Nord rispetto al Sud e del 7% al Centro rispetto al Meridione. D’altra parte il beneficio del Meridione è in graduale attenuazione per un processo di omogeneizzazione degli stili di vita in atto nel nostro Paese. Per quanto riguarda la sopravvivenza, anche se con differenze meno elevate rispetto agli anni precedenti, si mantiene ancora uno scarto Nord-Sud, a sfavore delle aree meridionali”.

Si stima che nel 2013 i decessi causati da tumore saranno circa 173.000 (erano 175mila nel 2012). “Dall’esame dei dati disponibili – continua il dott. Crocetti –, emerge una riduzione della mortalità statisticamente significativa per la totalità delle neoplasie, in entrambi i sessi. In particolare, il calo è del 17% negli uomini e del 10% nelle donne tra 1996 e 2007. La pubblicazione è realizzata con il contributo di tutte le oncologie italiane (oltre 300) e della Rete di Registri tumori italiani riuniti nell’AIRTUM, che comprende 38 Registri tumori generali e 5 Registri tumori specializzati e condivide un archivio centralizzato. Nel complesso circa 28 milioni di italiani, pari al 47% della popolazione residente totale, vivono in aree dove è presente un Registro tumori. La rete italiana, in continua espansione, sorveglia attualmente una popolazione tra le più ampie in Europa”.
L’11% dei nuovi casi riguarda gli under 50, il 39% la fascia d’età compresa fra 50 e 69 anni e il 50% gli over 70. “La disponibilità di queste cifre costantemente aggiornate e riferite all’anno in corso è fondamentale per la programmazione sanitaria – spiega il prof. Carmine Pinto, segretario nazionale AIOM e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna -. Siamo consapevoli che la progressiva contrazione delle risorse disponibili impone scelte precise e razionali. E noi oncologi siamo pronti a fare la nostra parte. I risparmi devono provenire da profonde riforme strutturali, a partire dalla effettiva realizzazione delle reti oncologiche regionali. I tagli dei posti letto, indiscriminati e senza alcuna valutazione epidemiologica delle malattie più rilevanti, rappresentano solo una penalizzazione per i malati. La spending review non può tradursi nella negazione del principio di appropriatezza”. I cinque tumori più frequentemente diagnosticati fra gli uomini sono quello della prostata (20%), del polmone (15%), del colon-retto (14%), della vescica (10%) e dello stomaco (5%). Tra le donne, il cancro della mammella è il più diffuso (29%), seguito da colon-retto (14%), polmone (6%), corpo dell’utero (5%) e tiroide (5%). La neoplasia della tiroide è al secondo posto per incidenza nelle donne under 50 e il melanoma è il terzo tumore più frequentemente diagnosticato (in entrambi i sessi) in questa fascia d’età. “Cambia il peso dei fattori di rischio nei diversi Paesi – conclude la dott.ssa Stefania Gori, tesoriere nazionale AIOM –. Ad esempio, da analisi condotte negli USA e nel Regno Unito, è emerso che vi sono notevoli differenze per quanto riguarda l’impatto del fumo (dal 33% negli USA al 19,4% nel Regno Unito). La somma di dieta, sovrappeso (e obesità) e inattività fisica raggiunge il 30% negli USA e il 15,7% nel Regno Unito. Queste differenze sono ascrivibili sia ai diversi tassi di incidenza delle patologie neoplastiche che alla diversa diffusione dei fattori di rischio nelle popolazioni in esame. È importante, tuttavia, che il concetto di rischio e la conseguente stima quantitativa della misura di tumori potenzialmente prevenibili entrino a far parte delle attuali conoscenze. È un processo fondamentale per migliorare la consapevolezza del ruolo degli interventi di prevenzione. E l’AIOM anche quest’anno, con la quarta edizione del progetto ‘Non fare autogol’, entrerà nelle scuole superiori a insegnare le regole della prevenzione oncologica ai ragazzi con i campioni della serie A”. Il volume dei “Numeri del cancro” verrà distribuito in tutte le oncologie italiane, negli assessorati regionali e nelle Istituzioni nazionali.

Autore Davide Antonioli

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