martedì, 24 novembre 2020
Medinews
11 Luglio 2001

IL REGIME ABACAVIR/ZIDOVUDINA-LAMIVUDINA RISULTA PIÙ EFFICACE DI QUELLO BASATO SUGLI INIBITORI DELLA PROTEASI PER IL TRATTAMENTO DELL’HIV

Nella prima analisi a 48 settimane, la nuova arma abacavir e zidovudina-lamivudina si è dimostrata essere statisticamente superiore alla vecchia combinazione (p=0.002). Il 66% dei pazienti ha raggiunto una carica virale non rilevabile, contro il 50% nei pazienti curati con il regime di base. Le stesse analisi per i livelli di carica virale hanno dimostrato che la nuova cura era più efficace della vecchia associazione con indinavir nei pazienti che hanno aderito allo studio con una carica virale nel plasma minore di 100.000 copie HIV-1 RNA/ml alla linea base di rilevamento. Nei pazienti che, invece, avevano una carica virale nel plasma maggiore di 100.000 copie HIV-1 RNA/ml alla linea base di rilevamento, la nuova associazione ha dato risultati almeno equivalenti a quelli ottenuti con il regime precedente.

Commentando i risultati, il dott. Asda Vibhagool dell’Ospedale Ramathibodi di Bangkok, ha dichiarato “Per il trattamento a lungo termine dei pazienti HIV positivi, il trattamento migliore deve fornire un bilanciamento tra tre elementi essenziali: potenza, aderenza e tollerabilità. Solo in questo modo si raggiunge il successo clinico. La triplice associazione di questo studio ha dimostrato di avere, almeno, un’efficacia equivalente alla precedente cura, sia nei pazienti sia nei pazienti con bassa che in quelli con alta carica virale: viene meglio tollerata, da meno effetti collaterali ed ha un regime più semplice al quale è più facile aderire”.

Un totale di 72% di pazienti curati con la nuova associazione hanno riportato un’aderenza maggiore del 95%, contro il 45% dei pazienti curati in modo tradizionale. Inoltre, peggioramenti dello stato di salute del paziente dovuti agli effetti collaterali della cura sono diminuiti con il nuovo farmaco.

I dati vengono da uno studio randomizzato e multicentrico di 48 settimane che ha coinvolto 342 adulti. Lo studio voleva mettere in relazione la durata con il responso antiretrovirale, la tolleranza con l’aderenza della nuova associazione di farmaci rispetto alla vecchia. I pazienti in cura con il nuovo sistema hanno preso 4 capsule al giorno, gli altri 8, da prendere accompagnate da cibo e acqua.

Il risultato è che le 2 pillole prese 2 volte al giorno hanno, almeno, la stessa efficacia delle 8 pillole, con il beneficio di essere più semplici da assumere ed avere, quindi, una maggior aderenza alla terapia.
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