Il 50% dei diabetici ha infarti cerebrali silenti che colpiscono una percentuale variabile dall’8 al 28% di ultrasessantancinquenni. L’infarto cerebrale silente aumenta il rischio di demenze e raddoppia quello di ictus. Se ne discuterà a Padova, dal 21 al 25 novembre in occasione del 52/o Congresso della Società italiana di neurologia (Sin). Sotto i riflettori lo studio Silence, recentemente avviato presso 10 centri neurologici italiani, per verificare una convinzione che va diffondendosi tra i neurologi: quella che gli infarti silenti debbano essere trattati con tutte le misure di prevenzione che normalmente si adottano per chi ha avuto un ictus. Lo studio sta infatti verificando l’efficacia di 100 mg al giorno di acido acetilsalicilico per quattro anni, ai fini della prevenzione di nuove lesioni cerebrali e del declino cognitivo.
Ansa
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- ICTUS:INFARTO CEREBRALE SILENTE RADDOPPIA RISCHIO IN ANZIANI