venerdì, 17 aprile 2026
Medinews
15 Luglio 2005

TUMORI E TERAPIE BERSAGLIO

Le ultime acquisizioni sulle cure del tumore della mammella e sull’utilizzo delle nuove terapie mirate allargano in modo decisivo lo spettro d’azione degli oncologi.
Nella prevenzione della recidiva da carcinoma mammario, l’inibitore dell’aromatasi letrozolo è risultato essere più efficace rispetto al tamoxifene. Lo ha rivelato uno studio condotto dall’International Breast Cancer Study Group (IBSCG), al momento il trial più vasto in merito con 8.028 pazienti arruolate in 5 anni. Il rischio di recidiva è stato del 19% minore in quelle trattate con letrozolo rispetto a quelle sottoposte a tamoxifene. Il letrozolo ha dimostrato anche una maggiore azione protettiva contro le metastasi a distanza (27% di riduzione del rischio rispetto al tamoxifene).
Negli stadi iniziali del tumore della mammella, il trattamento adiuvante con docetaxel e doxorubicina ha dimostrato efficacia equivalente al trattamento standard con doxorubicina e ciclofosfamide. Il risultato, in contrasto con la maggiore efficacia di doxorubicina e docetaxel nella malattia metastatica, suggerisce che tale combinazione non dovrebbe essere utilizzata automaticamente come adiuvante nello stadio iniziale.
Un nuovo studio sul mieloma multiplo mostra che l’aggiunta di talidomide nella terapia standard aumenta le probabilità di remissione e riduce il rischio di recidiva. Il risultato, ad oggi il migliore tra quanto sia mai stato pubblicato, elimina finalmente la connotazione di ‘sentenza di morte’ finora gravante sulla diagnosi di mieloma.
Novità promettenti anche per il tumore del rene in stadio avanzato, grazie all’introduzione di un nuovo farmaco estremamente selettivo di assunzione orale, AG-013736, che rallenta la progressione della malattia in pazienti non più responsivi al trattamento standard. Uno studio condotto da centri europei e statunitensi su 52 pazienti affetti da carcinoma del rene metastatico, e in progressione nonostante il trattamento con immunoterapia, ha dimostrato infatti una risposta parziale (riduzione del tumore del 30%) nel 40% dei pazienti. Al follow up mediano di un anno, si è riscontrata progressione di malattia solo nel 25% dei pazienti.
Un altro agente bersaglio di elevata specificità, il PTK/ZK, ha invece dimostrato vantaggi molto limitati nell’utilizzo combinato alla chemioterapia iniziale (Folfox) in pazienti con tumore del colon retto metastatico. La sopravvivenza libera da malattia è migliorata del 12%, ma la differenza non è stata ritenuta statisticamente rilevante. I dati del trial, che è ancora in corso, mostrano invece un vantaggio molto significativo (39%) nei pazienti con alto tasso di LHD. Per il 2006 sono attesi i risultati sulla sopravvivenza globale.
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.