L’analisi finale dei dati di sopravvivenza globale dello studio FLAURA2 conferma l’efficacia e il profilo rischio/beneficio favorevole di questa combinazione. I risultati confermano osimertinib come standard di cura di prima linea e come terapia fondamentale nei vari stadi del tumore del polmone con mutazione di EGFR
Barcellona, 8 settembre 2025 – I risultati positivi dell’analisi finale di sopravvivenza globale (OS) dello studio di Fase III FLAURA2 di AstraZeneca hanno mostrato che l’aggiunta di chemioterapia, a base di pemetrexed e sali di platino, a osimertinib ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante dell’endpoint secondario di sopravvivenza globale (OS) rispetto allo standard di cura osimertinib in monoterapia nel trattamento di prima linea dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico e mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm).
I risultati sono stati presentati nel Simposio Presidenziale della Conferenza Mondiale sul Tumore del Polmone (WCLC) 2025 dell’International Association for the Study of Lung Cancer – IASLC a Barcellona (Spagna) (abstract #PL02.04).
All’analisi di sopravvivenza globale, osimertinib più chemioterapia ha dimostrato una OS mediana di quasi quattro anni (47,5 mesi) rispetto a circa 3 anni (37,6 mesi) per osimertinib monoterapia. Al 57% della maturità dei dati, i risultati hanno mostrato che osimertinib più chemioterapia ha ridotto il rischio di morte del 23% rispetto a osimertinib in monoterapia (rapporto di rischio [HR] 0,77; intervallo di confidenza [CI] al 95% 0,61-0,96; p=0,0202). Una percentuale stimata del 63,1% dei pazienti trattati con la combinazione era viva a tre anni e il 49,1% dei pazienti era vivo a quattro anni rispetto al 50,9% e 40,8%, nel braccio di monoterapia. Da notare che il beneficio di OS osservato con osimertinib più chemioterapia rispetto a osimertinib in monoterapia è risultato confermato nei sottogruppi predefiniti. I pazienti nel braccio di controllo alla progressione hanno ricevuto lo standard di cura, compresa la chemioterapia, a conferma della rilevanza dei risultati di OS.
“L’obiettivo fondamentale del trattamento del tumore del polmone in stadio avanzato è prolungare la sopravvivenza, preservando la qualità di vita dei pazienti – spiega Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano e Presidente di AIOT (Associazione Italiana di Oncologia Toracica) -. Nello studio FLAURA2, i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule e mutazione di EGFR hanno raggiunto una sopravvivenza globale mediana di quasi 4 anni con osimertinib in combinazione con chemioterapia rispetto a circa 3 anni con il solo osimertinib. Siamo di fronte alla più lunga sopravvivenza ottenuta nel setting avanzato di prima linea”. “Nel 2023, sempre alla Conferenza mondiale sul tumore del polmone – continua il Prof. de Marinis -, erano stati presentati i risultati dello studio FLAURA2, relativi alla sopravvivenza libera da progressione di malattia, in cui la combinazione aveva mostrato un vantaggio di quasi 9 mesi in più. I dati sulla sopravvivenza globale consolidano ulteriormente il valore della combinazione, che potrà costituire un’ulteriore opzione terapeutica accanto a osimertinib in monoterapia, che già rappresenta il trattamento standard per questi pazienti. Con due opzioni molto efficaci a base di osimertinib, i clinici possono personalizzare al meglio il trattamento, adeguandolo alle esigenze di ciascun paziente”.
“Nel 2024, in Italia, sono stati stimati circa 45mila nuovi casi di tumore del polmone. L’80% delle diagnosi avviene in fase avanzata, da qui l’importanza di opzioni terapeutiche sempre più efficaci – afferma Silvia Novello, Presidente di Women Against Lung Cancer in Europe – WALCE, Direttore Oncologia Medica all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e Ordinario di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino -. La gestione del paziente con carcinoma polmonare metastatico è complessa e richiede un approccio multidisciplinare, personalizzato in base alle caratteristiche molecolari e cliniche del paziente. La mutazione del gene EGFR è presente in circa il 15% dei casi di carcinoma polmonare non a piccole cellule, soprattutto nei non fumatori. Si tratta di una ‘firma molecolare’, fondamentale per la scelta della terapia personalizzata”.
“I risultati significativi dello studio FLAURA2 costituiscono un traguardo rilevante per tutti i pazienti colpiti da tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di EGFR – continua la Prof.ssa Novello -. È importante che la combinazione di osimertinib più chemioterapia sia accessibile ai pazienti del nostro Paese il prima possibile, affinché ne possano beneficiare in termini di sopravvivenza, ma anche di sicurezza e tollerabilità, elementi fondamentali per la qualità di vita dei pazienti”.
Susan Galbraith, Vicepresidente Esecutivo, Oncology Haematology R&D, AstraZeneca, dichiara: “I risultati più recenti dello studio FLAURA2 stabiliscono un nuovo standard di sopravvivenza per i pazienti con osimertinib più chemioterapia che mostra una sopravvivenza globale mediana di quasi quattro anni nella prima linea del tumore del polmone avanzato con mutazione di EGFR, superando il traguardo di tre anni stabilito dallo studio FLAURA. Negli ultimi dieci anni, osimertinib ha costantemente prodotto importanti benefici di sopravvivenza e un profilo di sicurezza tollerabile in tutti gli stadi del tumore del polmone non a piccole cellule, confermando il suo ruolo di terapia fondamentale per il tumore del polmone con mutazione di EGFR”.
Sommario risultati OS FLAURA2
Al follow-up esteso, il profilo di sicurezza di osimertinib più chemioterapia ha continuato ad essere gestibile e coerente con i profili già conosciuti dei singoli farmaci. Gli eventi avversi (AEs) di Grado ≥3 per tutte le cause si sono verificati nel 70% dei pazienti nel braccio con osimertinib più chemioterapia, determinati da eventi avversi ben caratterizzati correlati alla chemioterapia, rispetto al 34% nel braccio con osimertinib in monoterapia, simili ai tassi riportati all’analisi primaria presentati a IASLC 2023 WCLC (64% rispetto al 27%, rispettivamente). I tassi di interruzione per eventi avversi e la tossicità sul bersaglio sono risultati bassi in entrambi i bracci dello studio (12% versus 7%).
Note per i redattori
Il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC)
Il tumore del polmone è la causa principale di morte per cancro tra gli uomini e le donne, e rappresenta circa un quinto di tutti i decessi per cancro.1 Il tumore del polmone si suddivide in SCLC (tumore del polmone a piccole cellule) e NSCLC (tumore del polmone non a piccole cellule), il secondo dei quali rappresenta l’80-85% dei casi.1-2 Circa il 75% dei pazienti presenta NSCLC avanzato alla diagnosi.3 Inoltre, circa il 10-15% dei pazienti affetti da NSCLC negli Stati Uniti e in Europa, e il 30-40% dei pazienti in Asia presenta NSCLC con mutazione di EGFR.4-6
Sebbene gli inibitori della tirosin-chinasi EGFR (TKI) abbiano migliorato significativamente i risultati nel setting di prima linea, i meccanismi di resistenza e la progressione della malattia sono estremamente comuni e nei setting delle linee successive esiste un bisogno significativo non soddisfatto di opzioni terapeutiche efficaci e ben tollerate.7-10
Lo studio FLAURA2
FLAURA2 è uno studio globale di Fase III randomizzato, in aperto, multicentrico, su pazienti con NSCLC localmente avanzato (Stadio IIIB – IIIC) o metastatico (Stadio IV) con delezione dell’esone 19 dell’EGFR o mutazioni dell’esone 21 L858R EGFR. I pazienti sono stati trattati con osimertinib al dosaggio di 80mg una volta al giorno per via orale con l’aggiunta di chemioterapia (pemetrexed (500mg/m2) più cisplatino (75mg/m2) o carboplatino (AUC5)) ogni tre settimane per quattro cicli, seguiti da osimertinib più pemetrexed di mantenimento ogni tre settimane.
Lo studio ha arruolato 557 pazienti in più di 150 centri di oltre 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Europa, America del Sud e Asia. L’endpoint primario è PFS e l’endpoint secondario è OS.
Osimertinib
Osimertinib è un EGFR-TKI di terza generazione irreversibile con un beneficio clinico comprovato nel NSCLC, anche a livello delle metastasi a carico del sistema nervoso centrale. Osimertinib (in compresse orali da 40mg e da 80mg) è stato utilizzato per il trattamento di più di un milione di pazienti in varie indicazioni in tutto il mondo e AstraZeneca continua a valutare osimertinib come trattamento per i pazienti con NSCLC EGFRm nei diversi stadi di malattia.
Osimertinib è approvato in monoterapia in più di 120 Paesi tra cui Stati Uniti, Unione Europea, Cina e Giappone. Le approvazioni comprendono il trattamento di prima linea dei pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico con mutazione di EGFR, NSCLC localmente avanzato o metastatico e mutazione di EGFR T790M, trattamento adiuvante di pazienti con NSCLC EGFRm in stadio precoce, e NSCLC localmente avanzato non resecabile in seguito a radio-chemioterapia (CRT) a base di platino. Osimertinib è inoltre approvato in combinazione con chemioterapia in più di 80 Paesi, tra cui Stati Uniti, Unione Europea, Cina e Giappone, per il trattamento di prima linea dei pazienti con NSCLC EGFRm localmente avanzato o metastatico.
Esiste un’ampia gamma di prove a sostegno dell’uso di osimertinib nel NSCLC con mutazione EGFR, ed è l’unica terapia mirata che ha dimostrato di migliorare i risultati dei pazienti in tutti gli stadi della malattia.
Nella malattia di stadio avanzato, osimertinib ha dimostrato un miglioramento dei risultati in monoterapia nello studio di Fase III FLAURA e in combinazione con chemioterapia nello studio di Fase III FLAURA2. Osimertinib viene anche analizzato in questo setting in combinazione con savolitinib nello studio di Fase III SAFFRON e in combinazione con datopotamab deruxtecan o Dato-DXd negli studi di Fase III TROPION-Lung14 e TROPION-Lung15.
Osimertinib ha migliorato i risultati anche nella malattia di stadio iniziale negli studi di Fase III NeoADAURA e ADAURA e negli stadi localmente avanzati nello studio di Fase III LAURA. Nell’ambito dell’impegno costante di AstraZeneca nel trattamento precoce dei pazienti affetti dal tumore del polmone, osimertinib è anche oggetto di studio nel setting adiuvante in fase iniziale resecabile nello studio di fase III ADAURA2.
AstraZeneca e il tumore del polmone
AstraZeneca è impegnata ad offrire le cure ai pazienti con tumore del polmone attraverso la diagnosi e il trattamento della malattia in fase iniziale, spingendo al contempo i confini della scienza per migliorare i risultati nei setting resistenti e avanzati. Definendo nuovi obiettivi terapeutici e sperimentando approcci innovativi, l’Azienda punta ad adattare i farmaci ai pazienti che possono trarne i maggiori benefici.
Il portfolio completo dell’Azienda comprende farmaci leader nel trattamento del tumore del polmone e una serie di novità, tra cui osimertinib e gefitinib; durvalumab e tremelimumab; trastuzumab deruxtecan e datopotamab deruxtecan in collaborazione con Daiichi Sankyo; savolitinib in collaborazione con HUTCHMED; e una pipeline di potenziali nuovi farmaci e combinazioni con vari meccanismi d’azione.
AstraZeneca è membro fondatore della Lung Ambition Alliance, una coalizione globale impegnata ad accelerare l’innovazione e ad offrire miglioramenti significativi ai pazienti con tumore del polmone, anche al di là delle cure.
AstraZeneca in oncologia
AstraZeneca sta guidando una rivoluzione in oncologia con l’ambizione di fornire cure per il cancro in ogni sua forma, seguendo la scienza per comprendere il cancro e tutte le sue complessità per scoprire, sviluppare e fornire farmaci in grado di cambiare la vita dei pazienti.
L’Azienda è focalizzata su alcuni dei tumori più complessi. È grazie all’innovazione costante che AstraZeneca ha costruito uno dei portfoli e delle pipeline più diversificati del settore, con il potenziale di catalizzare cambiamenti nella pratica medica e trasformare l’esperienza del paziente.
AstraZeneca ha l’ambizione di ridefinire le cure del cancro e, un giorno, eliminarlo come causa di morte.
AstraZeneca
AstraZeneca (LSE/STO/Nasdaq: AZN) è un’azienda biofarmaceutica globale impegnata nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di farmaci da prescrizione in Oncologia, Malattie Rare, nei settori Cardiovascolare, Metabolico e Renale, Respiratorio e Immunologico. Con sede a Cambridge, UK, i farmaci innovativi di AstraZeneca vengono commercializzati in più di 125 Paesi e sono utilizzati da milioni di pazienti in tutto il mondo. Maggiori informazioni al sito astrazeneca.com e sui social media @AstraZeneca.
Bibliografia
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