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30 Marzo 2021

INTERVISTA A VINCENZO MIRONE, PRESIDENTE DI FONDAZIONE PRO, PROFESSORE ORDINARIO DI UROLOGIA E DIRETTORE DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN UROLOGIA | UNIVERSITÀ FEDERICO II, NAPOLI

Prof. Mirone, perché è importante parlare di benessere urologico?

Le patologie urinarie rappresentano una parte importante dei disturbi che possono interessare sia gli uomini che le donne. In entrambi i casi, importanti risultano essere i corretti stili di vita, il giusto trattamento terapeutico, ma soprattutto la prevenzione. In Italia ci sono ancora 9 milioni di uomini che non si sono mai sottoposti ad una visita urologica incorrendo spesso, in patologie, che se individuate per tempo, potrebbero essere facilmente curate. Tra quelle a maggiore incidenza negli uomini ci sono: prostatite, iperplasia prostatica benigna, tumore della prostata, calcolosi, infertilità e problematiche di natura sessuale come disfunzione erettile ed eiaculazione precoce, che associate a stili di vita poco sani (alcool, fumo, sedentarietà, alimentazione scorretta), compromettono in modo importante la qualità di vita del maschio.

La prevenzione dunque chiave di volta per la gestione delle patologie urologiche?

Sì, con diversi approcci tra i sessi. A fronte del 50-60% delle donne, solo il 10- 20% degli uomini si è sottoposto nella vita ad una visita di prevenzione urologica. 9 maschi su 10 vanno dall’urologo solo se affetti da patologie gravi e sono estremamente reticenti a parlare delle proprie problematiche con uno specialista. Eppure gli uomini si ammalano di più e spesso in maniera più grave rispetto alle proprie compagne. Un’adeguata prevenzione, specie in ambito urologico, effettuata in età giovanile, adulta ed avanzata, riduce significativamente la frequenza delle patologie tumorali (della prostata, del rene, della vescica e del testicolo), consentendone inoltre una diagnosi precoce ed un tempestivo trattamento. Quanto alle patologie benigne (calcolosi urinaria, ipertrofia prostatica benigna e prostatiti, infertilità maschile e disfunzioni sessuali), ricordiamo che esse possono determinare, se trascurate, una riduzione della qualità della vita ed un danno per la salute sessuale e riproduttiva.

Eppure l’urologo viene visto ancora troppo spesso come lo specialista che cura le problematiche della persona anziana. Di cosa si occupa invece?

L’urologo visto come il medico a cui ci si rivolge solo a partire da una certa età è frutto di un vecchio retaggio culturale. In realtà, invece, è lo specialista che segue l’uomo in tutte le fasi della vita. L’uomo dovrebbe iniziare a vedere l’urologo come la donna vede il ginecologo. In particolare, d’intesa con il Medico di Famiglia, è buona abitudine programmare una prima visita durante la pubertà.

Quali sono le conseguenze di questo retaggio e quali sono le patologie secondo le stagioni della vita?

Da quando il servizio militare non è più obbligatorio e quindi nemmeno la visita di leva, spesso ci si accorge solo dopo anni, di problemi come il varicocele, una delle cause di infertilità più comuni. A partire dall’adolescenza con controlli periodici i maschi dovrebbero iniziare a pensare alla prevenzione urologica, controlli da intensificare poi a partire dai 40 anni. Tutte le fasce di età sono interessate da diverse patologie: il testicolo è la neoplasia più frequente nei giovani. L’ipertrofia prostatica benigna colpisce fino all’80% degli uomini tra i 70 e gli 80 anni. La prostatite, invece, riguarda uomini nella fascia di età compresa fra i 30 e i 50 anni, con un picco intorno ai 40 anni. Anche i tumori del testicolo colpiscono sempre più spesso i quarantenni. Per non parlare delle neoplasie prostatiche, che rappresentano il tumore più frequente nella popolazione maschile, con poco meno di 40.000 nuove diagnosi all’anno.

Quali invece le patologie urinarie più frequenti nelle donne?

Per quanto riguarda le malattie che colpiscono le donne, le infezioni del tratto urinario (UTI) e in particolare le cistiti acute, la fanno da padrone. Una donna su due ha sperimentato questa patologia almeno una volta nella vita. Sebbene siano frequenti a partire dalla giovane età, la loro incidenza aumenta durante la menopausa. Un‘altra patologia che colpisce prevalentemente il sesso femminile è l’incontinenza urinaria. Contrariamente a quanto si pensi, si tratta di una problematica che si può presentare a qualsiasi età. Il 20% dei casi riguarda le donne al di sotto dei 30 anni e ben il 40% riguarda donne con età compresa tra i 30 e i 50 anni. Ad oggi interessa circa il 50% della popolazione anziana. Anche le malattie oncologiche restano patologie a larga incidenza, sia nelle donne che negli uomini. Basti pensare che tra le prime dieci patologie tumorali che colpiscono la popolazione, tre sono di pertinenza urologica: prostata, rene e vescica. Così come per le altre patologie, anche per quelle urologiche risulta importante un corretto approccio ed una giusta prevenzione. I Medici di Famiglia sono pertanto strategici nel percorso di salute urologica dei loro pazienti, in termini di prevenzione e diagnosi precoce, ma anche più complessivamente di cultura del benessere urologico delle persone che si affidano alle loro cure.

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