L’estate è appena cominciata e già molte donne sono alle prese con la cistite, una patologia che ne colpisce una su due almeno una volta nella vita. Per prevenirla è necessario intervenire sugli stili di vita, a partire da una maggiore idratazione (bere almeno due litri di acqua al giorno), l’utilizzo di detergenti intimi non aggressivi, l’uso contenuto e mirato degli antibiotici, la prevenzione delle recidive con il D-mannosio ad alte dosi e l’attenzione al microbiota intestinale. Ma quali sono i sintomi di questo problema che affligge 9 milioni di italiani? Bruciore, dolore, stimolo frequente ad urinare i principali segnali di questa infezione della vescica. Talvolta può esserci presenza di sangue nelle urine o un senso di peso perineale. È importante ricordare che ciascuno degli elementi elencati può comparire da solo o accompagnato da altri e che la cistite acuta non complicata, nella donna viene diagnosticata su parametri clinici e senza esami invasivi. Per quanto riguarda poi la frequenza di recidive della patologia, è fondamentale sapere che una donna su quattro alle prese con un episodio di cistite, ne sviluppa un altro entro i sei mesi successivi e che una su cinque evolve verso una forma cronica ricorrente, con più di tre episodi l’anno. Quando si presenta la cistite, due sono gli approcci più frequenti e spesso scorretti: il trattamento medico con antibiotici e il ricorso al “fai da te” da parte del paziente. Dobbiamo creare consapevolezza su una gestione della malattia che si ponga come salubre alternativa all’uso, e troppo spesso all’abuso, di antibiotici. L’antibiotico-resistenza è ormai un problema di salute pubblica. In Italia, nelle cure ospedaliere in acuto, dal 20% al 50% degli antibiotici prescritti sono non necessari o inappropriati. Secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) contro l’Escherichia coli l’inefficacia è arrivata al 64,5% per le aminopenicilline, al 41% per i fluorochinoloni e al 28,7% per le cefalosporine di terza generazione. Proprio questo batterio, l’Escherichia coli, è il principale responsabile della cistite. E allora come gestire la malattia evitando ove possibile il ricorso agli antibiotici? Vi sono diverse sostanze naturali che possono essere d’aiuto come il Cranberry (mirtillo rosso) e molte altre. Tra queste in modo particolare c’è il D-mannosio. Si tratta di uno zucchero, un monosaccaride a basso peso molecolare, in gran parte eliminato nelle urine. La sua azione si esprime impedendo all’Escherichia coli di aderire alle cellule uroteliali e favorendone il distacco e lo smaltimento con il flusso urinario. Gli ultimi studi ci dicono che la sua somministrazione a dosaggi elevati può essere un buon modo per affrontare il problema. Anche le linee guida dell’European Association of Urology citano il D-mannosio come molecola molto promettente. Ormai le evidenze scientifiche sono numerose: le revisioni sistematiche della letteratura dimostrano che il D-mannosio ad alte dosi ha un ruolo protettivo nelle donne adulte – nelle infezioni del tratto urinario, ricorrenti e acute – soprattutto se abbinato a un’integrazione di lattobacilli o altri probiotici.
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- Cistite: cause, sintomi, terapie. Colpisce 1 donna su 2 nella vita e non sempre l’antibiotico è la cura giusta. L’intervento del Dott. Filippo Annino, Presidente del Gruppo AGILE (Italian group for advanced laparo-endoscopic and robotic urologic surgery) e Responsabile Unità operativa di Urologia Robotica Ospedale San Donato di Arezzo.