La vinorelbina metronomica orale può rappresentare un’opzione sicura per i pazienti anziani con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato. La somministrazione metronomica della chemioterapia svolge un’azione citostatica che sposta il target del trattamento dalla cellula tumorale all’angiogenesi tumorale. Nello studio MOVE pubblicato sulla rivista BMC Cancer (leggi testo) sono stati arruolati prospetticamente 43 pazienti anziani (età ≥ 70 anni) con NSCLC in stadio IIIB-IV, naïve alla chemioterapia, con performance status (PS) compreso tra 0 e 2. L’età mediana era 80 anni (M/F: 36/7), l’istologia prevalentemente di tipo squamoso. La distribuzione di PS era 0 – 1 in 16 pazienti e PS 2 in 27, con una mediana di 3 comorbilità gravi. Il trattamento in studio consisteva nella somministrazione orale di vinorelbina (50 mg tre volte alla settimana: lunedì, mercoledì e venerdì) continuativa fino a progressione di malattia, tossicità inaccettabile o rifiuto del paziente. Endpoint primari erano il tasso di risposta globale (ORR), il beneficio clinico (inteso come risposta e stabilizzazione della malattia > 12 settimane) e sicurezza. È stata valutata anche la qualità di vita correlata alla salute (HRQoL) con il questionario FACT-L V4. I ricercatori dell’Ospedale ‘Versilia’ e Istituto Toscano Tumori del Lido di Camaiore hanno condotto, in un sottogruppo di pazienti, un’analisi esploratoria della variazione nel tempo dei livelli sierici di VEGF e trombospondina-1 (TSP1). In questo studio, i pazienti hanno ricevuto una mediana di 5 cicli (range: 1 – 21) di terapia, per un totale di 272 cicli somministrati. La ORR è risultata pari a 18.6% con 7 risposte parziali e 1 completa: 17 pazienti su 43 hanno manifestato stabilizzazione della malattia per una durata superiore a 12 settimane, con un beneficio clinico globale del 58.1%. Il tempo mediano alla progressione era 5 mesi (range: 2 – 21) e la sopravvivenza globale mediana 9 mesi (range: 3 – 29). Il trattamento è stato ben tollerato e raramente si è verificata tossicità grave. Indipendentemente dalla gravità, le principali tossicità rilevate sono state anemia nel 44% dei casi, fatigue nel 32.4% e diarrea nel 10.5%. I punteggi di FACT-L V4 non sono significativamente variati durante il trattamento. I livelli basali di VEGF erano più bassi e mostravano un rapido incremento solo nei pazienti ‘non-responder’ al trattamento mentre i livelli di TSP1 non si modificavano. In conclusione, la terapia metronomica orale con vinorelbina è sicura nei pazienti anziani con NSCLC avanzato e mostra un’interessante attività che consiste principalmente nella stabilizzazione a lungo termine della malattia associata a un’ottimale aderenza alle cure da parte del paziente.
“Il trattamento di prima linea del paziente anziano e, più in generale, del paziente ‘unfit’ con NSCLC avanzato risulta particolarmente difficoltoso – ha affermato il dottor Andrea Camerini, primo autore dello studio e medico oncologo all’Ospedale ‘Versilia’, Lido di Camaiore -. A partire dalla mancanza di una definizione chiara di anziano o ‘unfit’ e continuando con l’assenza di un accordo sulla migliore strategia terapeutica. A ciò, si deve aggiungere la complessità di questi pazienti per la frequente presenza di importanti comorbilità e la ‘polipharmacy’ conseguente e la mancanza di un adeguato supporto familiare e sociale. Spesso una mono-chemioterapia rappresenta l’opzione di scelta per molti pazienti. Il trattamento chemioterapico metronomico consiste nella somministrazione orale ripetuta e frazionata di dosi singole di farmaco al di sotto della MTD (dose massima tollerata) fino a progressione di malattia. La chemioterapia metronomica risulta essere ottimamente tollerata. Il nostro studio ha evidenziato il beneficio ottenuto dalla vinorelbina orale metronomica in una popolazione di pazienti particolarmente fragili che è di frequentissima osservazione nei nostri ambulatori. Con un’età media di 80 anni, un numero medio di comorbilità maggiore di 3 ed un PS 2 in più della metà dei casi, questi pazienti non sarebbero suscettibili di trattamenti contenenti platino. Anche in questa popolazione ‘difficile’, la vinorelbina orale metronomica – conclude Camerini – ha confermato un ottimo profilo di tollerabilità ed un’interessante attività clinica prevalentemente legata ad una stabilità di malattia a lungo termine. Alcuni dati traslazionali ottenuti in un sottogruppo di pazienti fanno ipotizzare una possibile azione di modulazione della neoangiogenesi tumorale”.
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- VINORELBINA METRONOMICA ORALE NEL TRATTAMENTO DI PRIMA LINEA DEI PAZIENTI ANZIANI CON NSCLC AVANZATO: RISULTATI DELLO STUDIO DI FASE II, MOVE