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7 Maggio 2013

VERSO TRATTAMENTI A BERSAGLIO MOLECOLARE: ERLOTINIB E ‘OUTCOME’ CLINICI IN PAZIENTI CON TUMORE POLMONARE NON A PICCCOLE CELLULE

Erlotinib è una piccola molecola, attiva per via orale, che inibisce il recettore tirosin-chinasico di EGF (EGFR) ed è stata approvata per il trattamento dei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e pancreatico. Erlotinib è il primo trattamento approvato per pazienti non selezionati con NSCLC in stadio avanzato, dopo fallimento di almeno un precedente regime chemioterapico, che ha successivamente mostrato anche un beneficio clinico significativo come terapia di mantenimento dopo chemioterapia di prima linea contenente un derivato del platino. In tutti gli studi clinici, il trattamento con erlotinib è stato associato a un buon profilo di sicurezza. La revisione, pubblicata sulla rivista Future Oncology (leggi abstract) da ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, dell’Università di Messina e dell’Istituto Catalano di Oncologia di Badalona in Spagna, ha sottolineato che mutazioni attivanti nel gene EGFR sono state evidenziate come i più forti marcatori predittivi di risposta agli inibitori delle tirosin-chinasi erlotinib e gefitinib, indipendentemente da altre caratteristiche cliniche e molecolari. Risultati di studi clinici randomizzati di fase III, recentemente pubblicati, hanno suggerito che erlotinib somministrato in prima linea in pazienti con tumore polmonare NSCLC positivo alla mutazione EGFR, in stadio avanzato, prolunga significativamente la sopravvivenza libera da progressione, accompagnandola a una buona tollerabilità, rispetto alla chemioterapia standard. Il test di mutazione EGFR è dunque un fattore cruciale nel processo di scelta del trattamento iniziale più appropriato per i pazienti. Alterazioni molecolari specifiche in particolari geni sono state identificate e associate alla resistenza a erlotinib, con conseguente limitazione dell’efficacia. Nuovi agenti target e strategie di trattamento combinato sono in fase di valutazione in studi clinici in pazienti con tumore polmonare NSCLC che mostrano progressione durante il trattamento con inibitori tirosin-chinasici.
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