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31 Marzo 2011

VARIAZIONI DEI LIVELLI DI AFP DURANTE ATTESA PER IL TRAPIANTO IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO

Anche se si osservano modificazioni, solo l’ultima misurazione prima del trapianto è importante ai fini della sopravvivenza, in combinazione con le variabili morfologiche

Il trapianto di fegato è un buon trattamento per particolari pazienti con carcinoma epatico, ma i criteri di selezione devono essere ridefiniti, specialmente nel caso di tumori in stadio più avanzato o che presentano ‘down-staging’. Ricercatori dell’Università di Alberta a Edmonton in Canada hanno esaminato i livelli di alfa-fetoproteina (AFP) come fattore predittivo della prognosi in 6817 pazienti con diagnosi di epatocarcinoma in lista per il trapianto (nel Scientific Registry of Transplant Recipients). Il trattamento locale pre-trapianto è stato somministrato al 41% dei pazienti in attesa. Quelli con livelli di AFP > 400 ng/ml al momento dell’inserimento nella lista che avevano avuto una riduzione a concentrazioni ≤ 400 ng/ml mostravano una sopravvivenza ‘intent-to-treat’ migliore dei pazienti nei quali i livelli di AFP non erano diminuiti (81% vs 48% a 3 anni; p ≤ 0.001) e una sopravvivenza simile ai pazienti con AFP stabili a livelli ≤ 400 ng/ml (74%; p = 0.14). I pazienti con concentrazioni di AFP ridotte (≤ 400 ng/ml) e quelli con livelli persistentemente stabili mostravano simili percentuali di abbandono (10% in entrambi i gruppi) e di sopravvivenza dopo il trapianto (89% vs 78% a 3 anni; p = 0.11). L’abbassamento dei livelli di AFP è stato associato a buona sopravvivenza qualsiasi fosse il livello originario di AFP (anche se originariamente era > 1000 ng/ml) e solo l’ultima misurazione pre-trapianto di AFP offriva una previsione indipendente della sopravvivenza (p ≤ 0.001), non quella di AFP al momento dell’inserimento nella lista o le modificazioni dei livelli di AFP. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Hepatology (leggi abstract originale) indica che un ‘down-staging’ dei pazienti con carcinoma epatico ed elevati livelli di AFP è possibile e presenta una sopravvivenza ‘intent-to-treat’ e post-trapianto comparabili a quella dei pazienti con AFP costantemente bassa. Solo l’ultima misurazione di AFP sembra dunque rilevante per la selezione dei pazienti prima del trapianto e dovrebbe essere utilizzata in combinazione con le variabili morfologiche.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2011
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