martedì, 4 ottobre 2022
Medinews
31 Marzo 2011

VARIAZIONI DEI LIVELLI DI AFP DURANTE ATTESA PER IL TRAPIANTO IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO

Anche se si osservano modificazioni, solo l’ultima misurazione prima del trapianto è importante ai fini della sopravvivenza, in combinazione con le variabili morfologiche

Il trapianto di fegato è un buon trattamento per particolari pazienti con carcinoma epatico, ma i criteri di selezione devono essere ridefiniti, specialmente nel caso di tumori in stadio più avanzato o che presentano ‘down-staging’. Ricercatori dell’Università di Alberta a Edmonton in Canada hanno esaminato i livelli di alfa-fetoproteina (AFP) come fattore predittivo della prognosi in 6817 pazienti con diagnosi di epatocarcinoma in lista per il trapianto (nel Scientific Registry of Transplant Recipients). Il trattamento locale pre-trapianto è stato somministrato al 41% dei pazienti in attesa. Quelli con livelli di AFP > 400 ng/ml al momento dell’inserimento nella lista che avevano avuto una riduzione a concentrazioni ≤ 400 ng/ml mostravano una sopravvivenza ‘intent-to-treat’ migliore dei pazienti nei quali i livelli di AFP non erano diminuiti (81% vs 48% a 3 anni; p ≤ 0.001) e una sopravvivenza simile ai pazienti con AFP stabili a livelli ≤ 400 ng/ml (74%; p = 0.14). I pazienti con concentrazioni di AFP ridotte (≤ 400 ng/ml) e quelli con livelli persistentemente stabili mostravano simili percentuali di abbandono (10% in entrambi i gruppi) e di sopravvivenza dopo il trapianto (89% vs 78% a 3 anni; p = 0.11). L’abbassamento dei livelli di AFP è stato associato a buona sopravvivenza qualsiasi fosse il livello originario di AFP (anche se originariamente era > 1000 ng/ml) e solo l’ultima misurazione pre-trapianto di AFP offriva una previsione indipendente della sopravvivenza (p ≤ 0.001), non quella di AFP al momento dell’inserimento nella lista o le modificazioni dei livelli di AFP. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Hepatology (leggi abstract originale) indica che un ‘down-staging’ dei pazienti con carcinoma epatico ed elevati livelli di AFP è possibile e presenta una sopravvivenza ‘intent-to-treat’ e post-trapianto comparabili a quella dei pazienti con AFP costantemente bassa. Solo l’ultima misurazione di AFP sembra dunque rilevante per la selezione dei pazienti prima del trapianto e dovrebbe essere utilizzata in combinazione con le variabili morfologiche.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2011
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