La variante di un gene renale predispone allo sviluppo di cardiopatie. Ad affermarlo sono i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis (Usa) e della University of Pennsylvania School of Medicine di Filadelfia (Usa) che, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), spiegano la “correlazione genetica” esistente tra il funzionamento dei reni e le malattie cardiache. “Prima del nostro studio – ha affermato Gerald W. Dorn, docente della Washington University, che ha coordinato la ricerca – era difficile ipotizzare che una variante genetica renale potesse predisporre allo sviluppo di insufficienza cardiaca”. Nel corso dello studio, condotto sul Dna di pazienti colpiti da insufficienza cardiaca, gli studiosi hanno scoperto che tutti i malati erano portatori di una variante del gene renale ‘CLCNKA’, che risulta coinvolto nel controllo della secrezione di ioni cloro nelle urine. La variante, secondo gli esperti, ostacolerebbe questo processo, provocando un accumulo di renina – ormone prodotto dai reni – nel sangue. Tale accumulo rischierebbe, secondo gli studiosi, di danneggiare le funzioni cardiache. La scoperta potrebbe consentire, mediante l’adozione di terapie personalizzate, la prevenzione delle cardiopatie nelle persone predisposte a tale problema perchè portatrici del gene in questione.
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- VARIANTE GENETICA RENALE AUMENTA IL RISCHIO DI CARDIOPATIE