Raccomandazioni stilate dall’European Nursing Task Group per questo e altri agenti target derivate da studi controllati e dall’esperienza clinica
Gli infermieri europei specializzati nell’assistenza dei pazienti con carcinoma renale ed epatico in trattamento con agenti target e chemioterapia hanno condotto, come gruppo, una revisione delle strategie di gestione degli eventi avversi associati a una di queste terapie, il sorafenib. Focalizzando l’interesse sugli eventi avversi, il gruppo ha considerato le manifestazioni più difficili da gestire (reazioni cutanee mano-piede, diarrea, fatigue e mucosite/stomatite) e, attraverso una revisione della letteratura, ha cercato di identificare le migliori strategie per controllarli. Dato il limitato numero di studi pubblicati, il lavoro del gruppo afferente al Marsden Hospital di Londra ha incluso strategie che interessavano tutti gli agenti target in generale. La ricerca ha raccolto informazioni ottenute da un’ampia letteratura relativa alla gestione degli eventi avversi di agenti target in tumori diversi e da tossicità simili osservate durante la terapia anti-cancro convenzionale. Tutto ciò, assieme all’esperienza del gruppo, è stato usato per compilare una guida per il trattamento degli eventi avversi pubblicata sulla rivista European Journal of Oncology Nursing (leggi abstract originale) al fine di assistere gli infermieri nella cura dei pazienti che ricevono sorafenib. L’esperienza del gruppo suggerisce che i più comuni eventi avversi di sorafenib e degli altri agenti target sono reazioni cutanee mano-piede, diarrea, fatigue, rash cutaneo e mucosite/stomatite, che possono presentare insorgenza acuta (entro 1 mese) o ritardata (circa 3 mesi). La maggior parte delle strategie di gestione degli eventi avversi, riportate in letteratura, sono basate sull’esperienza più che da studi controllati. Tuttavia, le strategie basate su studi controllati riguardano soprattutto le reazioni mano-piede e la mucosite/stomatite. L’evidenza sulla gestione degli eventi avversi associati a sorafenib e altri agenti target nel carcinoma epatico e renale, specialmente quella derivata da studi controllati, è scarsa. In conclusione, le informazioni sono state ottenute sia dalla letteratura specifica che dall’esperienza clinica con terapie target e convenzionali, in particolare per le tossicità non specifiche come diarrea e fatigue.Liver Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2011