sabato, 2 luglio 2022
Medinews
19 Luglio 2011

VALUTAZIONE DI NMP22 NELLA SORVEGLIANZA DEI PAZIENTI CON CANCRO ALLA VESCICA NON MUSCOLO-INVASIVO E CITOLOGIA NEGATIVA

La proteina 22 della matrice nucleare (NMP22) non sembra aiutare la decisione clinica dei medici che vorrebbero eseguire una cistoscopia a livelli soglia del 5% per la recidiva e dell’1% per la progressione. Nel caso di clinici meno avversi al rischio, che eseguirebbero la cistoscopia solo a una probabilità di soglia > 8% per la recidiva o > 3% per la progressione, NMP22 può essere utile per indicare quali pazienti necessitano della cistoscopia e quali potrebbero evitarla. Molti studi hanno suggerito un’associazione tra livelli anormali di NMP22 e cancro alla vescica e hanno portato all’approvazione di NMP22, quale biomarcatore urinario, da parte della Food and Drug Administration (FDA). Nondimeno, il significato clinico di NMP22 rimane ancora poco chiaro. Obiettivo di questo studio pubblicato sulla rivista Cancer (leggi abstract originale) era utilizzare un’analisi decisionale per determinare se NMP22 possa migliorare la scelta medica. Lo studio ha incluso 2222 pazienti con storia di cancro non muscolo-invasivo della vescica e citologia negativa. I ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center e Weill Cornell Medical Center di New York hanno sviluppato modelli per la previsione della recidiva o della progressione del cancro a malattia muscolo-invasiva utilizzando i livelli annullati di NMP22, la citologia, l’età e il sesso. Il beneficio clinico netto è stato calcolato sommando i benefici (veri-positivi), sottraendo i difetti (falsi-positivi) e pesando questi valori per la probabilità di soglia alla quale un paziente o il clinico baserebbe la decisione di eseguire la cistoscopia. Dopo l’esame, 581 pazienti (26%) hanno ricevuto diagnosi di cancro. Il livello di NMP22 è stato significativamente associato a recidiva e progressione del cancro alla vescica (p < 0.001 per entrambi). In un modello che includeva età e sesso, l’uso di NMP22 è stato associato a esiti più favorevoli per il paziente rispetto all’eseguire la cistoscopia in tutti indifferentemente e produceva probabilità di soglia > 8% per la recidiva e > 3% per la progressione. Soltanto offrendo la cistoscopia ai pazienti con rischio > 15% si poteva ridurre il numero di cistoscopie di 229 ‘perdendo’ al contempo solo 25 recidive di cancro ogni 1000 uomini con citologia negativa. Gli autori sottolineano che la limitazione dello studio è dettata dal disegno multicentrico.
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