lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
19 Ottobre 2011

VALUTAZIONE DELLE MASSE RENALI CON ECOGRAFIA CON MEZZO DI CONTRASTO

La scala dei grigi, il ‘washout’ e il grado di ‘enhancement’ del mezzo di contrasto e l’intensità di picco sono utili a distinguere il carcinoma a cellule chiare da quello non a cellule chiare

Quasi il 25% dei tumori renali solidi è indolente o benigno e può essere trattato conservativamente in pazienti selezionati. Lo studio prospettico pubblicato sulla rivista American Journal of Roentgenology (leggi abstract originale) è stato disegnato per valutare se l’ecografia dopo somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto a microbolle possa essere utilizzata per differenziare i tumori renali indolenti e benigni dal più aggressivo carcinoma renale a cellule chiare. I ricercatori del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York hanno sottoposto 34 pazienti con tumori renali a ecografia preoperatoria su scala dei grigi, a colori, power Doppler o con mezzo di contrasto e.v. a microbolle (octafluoropropano). Tre radiologi in cieco hanno letto i risultati e comparato la velocità di ‘wash-in’, grado e valutazione dell”enhancement’ del mezzo di contrasto e il ‘wash-out’ del contrasto rispetto al parenchima adiacente. I risultati della ecografia con mezzo di contrasto sono stati comparati con i risultati istopatologici dei campioni chirurgici di tutti i pazienti. I 34 pazienti avevano 23 carcinomi a cellule chiare, 3 carcinomi papillari di tipo 1, un carcinoma cromofobo, un tumore maligno chiaro a basso grado multiloculare raro, due lesioni non classificate, tre oncocitomi e un angiomiolipoma benigno. La combinazione di ‘echo-texture’ eterogenea della lesione e di wash-out ritardato dalla lesione ha portato il valore predittivo positivo a 85%, quello negativo a 43%, la sensibilità a 48% e la specificità a 82%, se la lesione era carcinoma renale a cellule chiare convenzionale o un altro tumore. Un ridotto grado di ‘enhancement’ della lesione aveva un valore predittivo positivo del 75%, quello negativo dell’81%, sensibilità del 55% e specificità del 91%, per caratteristiche istologiche non a cellule chiare, sia benigne che maligne di basso grado. La combinazione del ‘wash-out’ ritardato con l’intensità quantitativa di picco della lesione di almeno il 20% dell’intensità di picco renale aveva un valore predittivo positivo del 91%, negativo del 40%, sensibilità 63% e specificità 80%, nella previsione delle caratteristiche istologiche a cellule chiare. In conclusione, le caratteristiche ecografiche di eterogeneità della scala dei grigi, il ‘wash-out’ dalla lesione, il grado di ‘enhancement’ del mezzo di contrasto e la misura quantitativa dell’intensità di picco possono essere utili nella differenziazione del carcinoma renale a cellule chiare dal tumore non a cellule chiare.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 10 – Ottobre 2011
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