Lencioni e Llovet riassumono e chiariscono in questo articolo le modifiche apportate al metodo di valutazione RECIST per i tumori del fegato
L’endpoint principale della ricerca clinica sui tumori è la sopravvivenza globale. Anche altri endpoint, come il tasso di risposta e il tempo alla progressione, possono essere usati. La misura del tasso di risposta del carcinoma epatico è tuttavia oggetto di controversia. I criteri dell’OMS sottostimano l’attuale tasso di risposta, quindi sono stati corretti nel 2000 da un pannello di esperti riuniti dall’European Association for the Study of the Liver (EASL) che hanno incluso anche la necrosi tumorale indotta dal trattamento. Con l’applicazione di queste linee guida, si è osservata un’associazione tra tasso di risposta e prognosi. Più recentemente, le linee guida RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors) sono state proposte come metodo alternativo di valutazione della risposta al trattamento che includeva la riduzione della massa tumorale, misura efficace dell’attività antitumorale di farmaci citotossici. Questo metodo è stato inizialmente adottato dalle agenzie regolatorie, come la FDA (Food and Drug Administration) americana, per l’approvazione all’uso dei farmaci. Tuttavia, la misura anatomica della risposta tumorale può essere fuorviante quando applicata a terapie target o locoregionali per il tumore al fegato. Nel 2008, un gruppo di esperti riunito dall’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD) ha sviluppato una serie di linee guida rivolte a fornire una piattaforma comune per il disegno di studi clinici sul carcinoma epatico e ha adattato il concetto di tessuto vitale tumore-tumorale che mostra ‘uptake’ arterioso in metodiche d’immagine radiologica per introdurre le correzioni al RECIST. Le modifiche conformi alle linee guida AASLD-JNCI (Journal of the National Cancer Institute) sono riassunte e chiarite nell’articolo pubblicato in Seminars in Liver Disease (leggi abstract originale) da Lencioni e Llovet, indicate qui come RECIST modificato (mRECIST). Ulteriori studi sono però necessari per confermare l’accuratezza di questo metodo di valutazione rispetto ai gold standard convenzionali, come ad esempio studi di anatomia patologica su fegato espiantato.Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2010