sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
18 Aprile 2011

VALORE PROGNOSTICO DI AFP-L3 IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO E BASSI LIVELLI DI AFP

I livelli sierici di questo fattore sono stati evidenziati, assieme ad altri marcatori, quale potente fattore di rischio per la sopravvivenza. L’alfa-fetoproteina fucosilata (AFP-L3) è nota come marcatore di prognosi sfavorevole nei pazienti con carcinoma epatico, tuttavia, è difficile misurare AFP-L3 quando sono rilevate basse concentrazioni di AFP (≤ 20 ng/mL). Ricercatori della Okayama University Graduate School of Medicine hanno esaminato l’espressione di AFP-L3 nel siero e la sua rilevanza clinica in 196 pazienti consecutivi con carcinoma epatico di nuova diagnosi che presentavano bassi livelli di AFP (≤ 20 ng/mL) utilizzando un sistema di micro-analisi appena sviluppato che permette di misurare stabilmente AFP-L3 in queste condizioni. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Gastroenterology and Hepatology (leggi abstract originale), la positività a AFP-L3 nei pazienti con carcinoma epatico era del 13.3%, al cutoff del 10%. La sopravvivenza a 5 anni nei pazienti con AFP-L3 < 10% e AFP-L3 ≥ 10% era rispettivamente del 69.4% e del 41.1% (p = 0.001). Nel gruppo a elevato AFP-L3 (≥ 10%), tra 18 parametri clinici, sono stati osservati un basso livello di ALT, un tumore di grandi dimensioni, la presenza di trombo tumorale alla vena portale, elevati livelli di AFP e di DCP. L’analisi multivariata ha evidenziato che alti livelli di AST (RR = 3.24, IC 95%: 1.27 – 8.26), la presenza di ascite (RR = 3.44, IC 95%: 1.22 – 9.34), lesioni multiple (RR = 3.06, IC 95%: 1.33 – 7.17) e alti livelli di AFP-L3 (RR = 8.36, IC 95%: 2.79 – 25.5) erano fattori di rischio per la sopravvivenza. Un elevato AFP-L3 risultava anche fattore di rischio per la sopravvivenza nei pazienti con carcinoma epatico con bassi livelli di AFP (≤ 20 ng/mL), che ricevevano ablazione in radiofrequenza (p = 0.048). In conclusione, AFP-L3 è stato identificato quale potente fattore prognostico di sopravvivenza anche nei pazienti con bassi livelli di AFP.
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