mercoledì, 6 luglio 2022
Medinews
6 Giugno 2011

VALORE PROGNOSTICO DELLA RISPOSTA MOLECOLARE IMMEDIATA IN BAMBINI CON NEUROBLASTOMA IN STADIO AVANZATO

La valutazione della malattia minima residua (MMR) misurata con combinazione di target PCR-specifici per il neuroblastoma potrebbe permettere la selezione di ‘responder’ veloci, pazienti cioè che ‘puliscono’ il midollo osseo sin dalle prime fasi del trattamento. La risposta molecolare precoce era già stata identificata quale fattore prognostico, associato a esito più favorevole, ma i risultati dello studio pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer (leggi abstract originale) indicano che l’analisi della MMR durante terapia di induzione dovrebbe essere inclusa in studi prospettici specifici. Infatti la rilevazione della MMR con PCR quantitativa (qPCR) in bambini con neuroblastoma può permettere la valutazione della risposta molecolare del midollo osseo alla terapia, ma il valore prognostico della cinetica tumorale nel midollo osseo durante induzione rimane ancora da stabilire. Ricercatori dell’Academic Medical Center di Amsterdam hanno analizzato a quali tempi la determinazione molecolare sequenziale di MMR nel midollo osseo fosse utile quale fattore prognostico per la sopravvivenza globale (OS). Lo studio retrospettivo in singolo centro con qPCR ha previsto l’utilizzo di cinque marcatori specifici per il neuroblastoma (PHOX2B, TH, DDC, GAP43 e CHRNA3), che sono stati valutati in 106 campioni di midollo osseo ottenuti da 53 pazienti (età > 1 anno) con neuroblastoma in stadio 4. L’impatto prognostico della MMR alla diagnosi (n = 39), 3 mesi dopo (n = 38) e al completamento della chemioterapia di induzione (n = 29) è stato testato con analisi di regressione univariata e bivariata di Cox. I risultati non suggeriscono alcuna correlazione tra carico tumorale alla diagnosi ed esito (p = 0.93), ma la remissione molecolare è stata osservata nel midollo osseo di 11 dei 38 pazienti (29%) 3 mesi dopo la diagnosi ed è stata associata a prognosi favorevole (OS a 5 anni: 62 ± 15.0% vs 19 ± 8%; p = 0.009). Al completamento della chemioterapia di induzione, invece, il midollo osseo del 41% dei pazienti (12 su 29) presentava ancora MMR ed è stato associato a esito sfavorevole (OS a 5 anni: 0% vs 52 ± 12%; p < 0.001). Per entrambi i tempi valutati, il valore prognostico di risposta molecolare rimaneva significativo anche in analisi bivariata.
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