giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
22 Febbraio 2011

VALORE PROGNOSTICO DEI GENI DI PROGRESSIONE DEL CICLO CELLULARE NEL CARCINOMA PROSTATICO

Indicazioni sui geni di progressione del ciclo cellulare (CCP), che regolano la crescita e proliferazione delle cellule, potrebbero avere un forte valore prognostico, dopo la necessaria validazione, e assumere in tal modo un ruolo importante nella valutazione del trattamento più appropriato dei pazienti con carcinoma prostatico. La gestione ottimale del cancro alla prostata, clinicamente localizzato, rappresenta un obiettivo unico per l’elevata variabilità e spesso indolenza della storia naturale di questa malattia. Per fare una previsione dell’aggressività della malattia, i medici combinano variabili cliniche per creare modelli prognostici,che presentano attualmente limitata accuratezza. Ricercatori del Wolfson Institute of Preventive Medicine, Queen Mary University of London, in collaborazione con colleghi statunitensi hanno valutato il valore prognostico di un punteggio di CCP predefinito in due coorti di pazienti con cancro alla prostata. A questo scopo hanno misurato l’espressione di 31 geni coinvolti nella CCP con RT-PCR quantitativa su RNA estratto da campioni di tumore, fissati in formalina, hanno creato un punteggio predefinito e determinato la sua utilità nella previsione degli esiti della malattia. La firma genica è stata valutata retrospettivamente in una coorte di pazienti dagli USA che erano stati sottoposti a prostatectomia (n = 336) e in una coorte di maschi selezionati a random con diagnosi di cancro alla prostata clinicamente localizzato durante resezione trans-uretrale della prostata (TURP) nel Regno Unito (n = 337), che sono stati trattati in modo conservativo (e sorveglianza). Endpoint primario era il tempo alla recidiva biochimica per la coorte di pazienti che avevano subito prostatectomia radicale e il tempo al decesso per quelli nella coorte TURP di cancro alla prostata. Dopo prostatectomia, il punteggio CCP è risultato utile per la previsione della recidiva biochimica sia in analisi univariata (hazard ratio per la variazione di 1 unità [raddoppio] nel CCP 1.89, IC 95%: 1.54 – 2.31; p = 5.6×10-9) che nella migliore analisi multivariata (1.77, IC 95%: 1.40 – 2.22; p = 4.3×10-6). Nel miglior modello predittivo (analisi multivariata finale), il punteggio CCP e la concentrazione di antigene prostatico specifico (PSA) erano le variabili più importanti e più significative di ogni altra variabile clinica. Lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) ha evidenziato, nella coorte TURP, il punteggio CCP quale variabile più importante per la previsione del tempo al decesso per cancro alla prostata sia in analisi univariata (2.92, IC 95%: 2.38 – 3.57; p = 6.1×10-22) che multivariata finale (2.57, IC 95%: 1.93 – 3.43; p = 8.2×10-11) ed era più forte di ogni altro fattore prognostico, sebbene anche la concentrazione di PSA desse informazioni utili. Non è stata osservata eterogeneità dell’hazard ratio per il punteggio CCP in ogni caso per ogni variabile clinica. La ricerca è stata finanziata da Cancer Research UK, Queen Mary University of London, Orchid Appeal, US National Institutes of Health e Koch Foundation.
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