mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
3 Agosto 2010

VALORE PREDITTIVO DELLE HDL SUL RISCHIO CARDIOVASCOLARE DURANTE TERAPIA CON STATINE

In un’analisi post-hoc dello studio JUPITER (Justification for the Use of statins in Primary prevention: an Intervention Trial Evaluating Rosuvastatin) pubblicata nella rivista The Lancet, i ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston In discussione la relazione inversa tra colesterolo ‘buono’ (HDL) e rischio cardiovascolare, confermando la validità di questa osservazione almeno nei pazienti ipercolesterolemici che rispondono al trattamento con statine ad alte dosi. La relazione non è invece confermata per i pazienti assegnati a placebo, cioè che non assumono statine. Lo stesso effetto si osserva con l’apolipoproteina A1, altro fattore inversamente correlato con il rischio cardiovascolare, in pazienti trattati con statine. Sembra quindi che il valore predittivo delle HDL sul rischio cardiovascolare sia perso con l’abbassamento delle LDL (colesterolo ‘cattivo’) indotto dalle statine. Sono però ancora limitati i dati, raccolti anche in studi di prevenzione secondaria (TNT e PROVE IT), sull’impatto che bassi livelli di HDL abbiano sul rischio cardiovascolare in pazienti trattati con statine ad alto dosaggio. Sono quindi necessari nuovi studi per valutare se un aumento del colesterolo ‘buono’ possa ridurre ulteriormente il rischio cardiovascolare in questi pazienti con bassi livelli di colesterolo ‘cattivo’.

Congresso ESC 2010 – The Lancet
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