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1 Luglio 2014

VALIDAZIONE PROSPETTICA DELL’ALLELE ‘CARRIAGE’ HLA-DRB1*07:01 QUALE FATTORE PREDITTIVO DEL RISCHIO DI DANNO EPATICO INDOTTO DA LAPATINIB

L’allele ‘carriage’ HLA-DRB1*07:01 sembrerebbe un fattore predittivo di aumentato rischio di danno epatico indotto da lapatinib. Il danno epatico è un evento avverso serio del trattamento con lapatinib che porta a interruzione permanente della terapia nei pazienti che lo manifestano. Questo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), aveva lo scopo di validare le varianti del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC), precedentemente associate, quali fattori predittivi di rischio di danno epatico utilizzando un ampio studio randomizzato, controllato verso placebo, con lapatinib nel tumore mammario in stadio iniziale HER2(human epidermal growth factor receptor 2)-positivo, TEACH (Tykerb Evaluation After Chemotherapy: Lapatinib Versus Placebo In Women With Early-Stage Breast Cancer). La frequenza di casi con innalzamento dei livelli di ALT è stata comparata in quattro varianti di MHC su 1194 pazienti randomizzate a lapatinib. Gli andamenti temporali cumulativi dell’innalzamento di ALT, durante il trattamento, sono stati comparati anche tra portatrici e non-portatrici di varianti specifiche di MHC. I ricercatori statunitensi e danesi hanno osservato, nelle pazienti trattate con lapatinib, una differenza significativa dell’incidenza di casi ALT tra portatrici e non-portatrici di HLA. Gli alleli HLA-DRB1*07:01 e HLA-DQA1*02:01, altamente correlati (frequenza: 22.4%), sono stati associati a innalzamento dei livelli di ALT (odds ratio 14) nella comparazione tra casi (n = 37) e controlli (n = 1071). Queste associazioni si sono rafforzate a soglie più elevate di innalzamento di ALT e nei casi valutati con la legge di Hy. Nelle pazienti trattate con lapatinib, il rischio globale di innalzamento dei livelli di ALT di grado 3, secondo il National Cancer Institute – Common Terminology Criteria for Adverse Events (> 5 volte il limite superiore del range di normalità), era 2.1%; le portatrici di allele HLA mostravano un rischio aumentato del 7.7%; nelle non portatrici, invece, il rischio si riduceva a 0.5%, comparabile all’innalzamento di ALT nelle pazienti che hanno ricevuto placebo. Tuttavia, l’aumento di incidenza dei casi ALT, nel braccio trattato con lapatinib, non ha evidenziato alcun plateau durante il trattamento con il farmaco per un anno. In conclusione, i risultati di questo studio confermano la presenza dell’allele ‘carriage’ HLA-DRB1*07:01 come fattore predittivo di aumentato rischio di danno epatico indotto da lapatinib e sottintendono una patologia immune. L’associazione con HLA potrebbe quindi supportare il trattamento clinico delle pazienti che manifestano epatotossicità durante il trattamento con lapatinib.
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