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31 Maggio 2011

VALIDAZIONE INDIPENDENTE DELLA CLASSIFICAZIONE TNM 2010 DELL’AMERICAN JOINT COMMITTEE PER IL CARCINOMA RENALE

La classificazione TNM 2010 si conferma un potente fattore predittivo di sopravvivenza cancro-specifica sebbene i miglioramenti, con le modifiche apportate rispetto alla precedente del 2002, siano modesti. Nel 2010 l’American Joint Committee on Cancer ha aggiornato la classificazione TNM per il carcinoma renale, ma senza una validazione indipendente l’abilità predittiva della sopravvivenza cancro-specifica e la generalizzazione rimangono sconosciute. Ricercatori della Mayo Clinic di Rochester hanno valutato l’abilità predittiva della classificazione TNM 2010 rispetto alla precedente versione del 2002 utilizzando il registro delle nefrectomie del loro istituto ed esaminando retrospettivamente le cartelle cliniche di 3996 pazienti con carcinoma renale unilaterale o bilaterale sincrono trattati con nefrectomia radicale o ‘nephron-sparing’ tra il 1970 e il 2006. La sopravvivenza cancro-specifica è stata stimata usando il metodo di Kaplan-Meier e l’abilità predittiva è stata valutata con indice di concordanza. Gli autori hanno osservato 1165 decessi (29.1%) per carcinoma renale a una mediana di 1.9 anni dopo la procedura chirurgica rispetto a un follow-up mediano di 7.4 anni per i sopravviventi. La stima della percentuale di sopravvivenza cancro-specifica a 10 anni è stata del 96, 80, 66, 55, 36, 26, 25 e 12% rispettivamente per i pazienti con classificazione TNM 2010 di tumore primario pT1a, pT1b, pT2a, pT2b, pT3a, pT3b, pT3c e pT4 (p < 0.001). In analisi multivariata l’indice di concordanza per le classificazioni TNM 2002 e 2010 era rispettivamente 0.848 e 0.850. In conclusione, lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Urology (leggi abstract originale) indica che la nuova classificazione 2010 rimane un potente fattore predittivo di sopravvivenza cancro-specifica rispetto a quella del 2002 suddividendo le lesioni pT2 in pT2a e pT2b, riclassificando il coinvolgimento surrenale omolaterale come pT4 e il coinvolgimento della vena renale come pT3a e, infine, semplificando il coinvolgimento linfonodale come pN0 rispetto a pN1. Tuttavia, la nuova classificazione mostra solo un modesto miglioramento dell’abilità predittiva rispetto alla classificazione 2002.
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