mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
9 Aprile 2013

VALIDAZIONE E UTILITÀ CLINICA DEI BIOMARCATORI NEL TUMORE DELLA PROSTATA

Ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center e del Weill Cornell Medical College di New York suggeriscono l’urgenza della necessità di identificare marcatori biologici surrogato, legati agli ‘outcome’ più importanti, per stimolare lo sviluppo di nuovi farmaci e migliorare la gestione dei pazienti con tumore della prostata resistente alla castrazione. Un marcatore biologico per essere considerato tale deve essere misurabile, riproducibile, legato ad ‘outcome’ clinici rilevanti e dimostrare la sua utilità clinica. Quest’area è in rapida evoluzione, con studi clinici recenti, condotti in pazienti con tumore prostatico resistente alla castrazione, che includono il rilevamento delle cellule tumorali circolanti, l’uso di tecniche d’immagine e di biomarcatori degli ‘outcome’ descritti dal paziente. In questa revisione, pubblicata sulla rivista Nature Reviews, Clinical Oncology (leggi abstract), gli autori discutono delle caratteristiche di sviluppo di biomarcatori specifici per il tumore prostatico resistente alla castrazione, includendo categorie e contesti d’uso differenti. Evidenziano anche i requisiti della validazione analitica, la sequenza di studi necessari alla validazione clinica e all’approvazione regolatoria e la visione futura delle tecniche d’immagine e dei biomarcatori per le cellule tumorali circolanti.
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