domenica, 29 novembre 2020
Medinews
8 Novembre 2011

VACCINO TERAPEUTICO IN ASSOCIAZIONE A CHEMIOTERAPIA DI PRIMA LINEA PER IL TUMORE POLMONARE NON A PICCOLE CELLULE

Uno studio di fase 2B, aperto, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale), suggerisce un potenziamento degli effetti della chemioterapia nel cancro polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con TG4010. Per gli stadi avanzati di questa forma di cancro, infatti, la chemioterapia rappresenta lo standard di cura. TG4010 è un’immunoterapia target che utilizza un poxvirus (virus Ankara modificato) che codifica per l’antigene MUC1 associato al tumore e interleuchina-2. Lo studio condotto da ricercatori francesi in collaborazione con colleghi polacchi, ungheresi, tedeschi e belgi, ha valutato la combinazione di TG4010 con la chemioterapia di prima linea in 148 pazienti con NSCLC in stadio avanzato (stadio IIIB, con versamento pleurico, o IV) che esprimevano MUC1 (dosato con immunoistochimica) e presentavano performance status 0 o 1. I pazienti sono stati arruolati in gruppi paralleli: 74 sono stati allocati alla terapia di combinazione e hanno ricevuto TG4010 (108 unità per placca) in associazione a cisplatino (75 mg/m2 al giorno 1) e gemcitabina (1250 mg/m2 al giorno 1 e 8), ripetuti ogni 3 settimane fino a un massimo di 6 cicli, e 74 al gruppo di controllo che ha ricevuto solo la chemioterapia. L’allocazione al trattamento è stata eseguita con procedura dinamica di minimizzazione stratificata per centro, performance status e stadio della malattia. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 6 mesi con una percentuale target ≥ 40% nel gruppo sperimentale. Le analisi sono state condotte sulla base di ‘intention-to-treat’. I risultati indicano che la PFS a 6 mesi è stata del 43.2% (32 di 74 pazienti; IC 95%: 33.4 – 53.5) nel gruppo trattato con TG4010 e chemioterapia e del 35.1% (26 di 74 pazienti; IC 95%: 25.9 – 45.3) nel gruppo di controllo. Febbre, dolore all’addome e nel sito di iniezione di ogni grado (secondo i Criteri di Tossicità Comune del National Cancer Institute) erano più frequenti nel gruppo sperimentale che nei controlli: rispettivamente 17 di 73 pazienti (23.3%) vs 6 di 72 (8.3%), 12 pazienti (16.4%) vs 2 (2.8%) e 4 pazienti (5.5%) vs 0 (0%). Gli eventi avversi di grado 3 – 4 più comuni erano neutropenia (33 pazienti [45.2%] nel gruppo che aveva ricevuto TG4010 e chemioterapia vs 31 [43.1%] in quello trattato con la sola chemioterapia) e fatigue (18 pazienti [24.7%] vs 13 [18.1%]). I soli eventi di grado 3 – 4 che differivano significativamente tra i due gruppi erano anoressia (3 pazienti [4.1%] vs 10 [13.9%]) e versamento pleurico (nessuno vs 4 pazienti [5.6%]). Dei 73 pazienti nel gruppo trattato con TG4010 e chemioterapia, 38 (52.1%) hanno manifestato almeno un evento avverso grave rispetto a 34 (47.2%) nel gruppo di controllo. Uno studio di fase 2B-3 è già stato avviato per confermare i dati.
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