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1 Luglio 2014

VACCINAZIONE ANTI-INFLUENZALE STAGIONALE IN PAZIENTI ONCOLOGICI: RACCOMANDAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI ONCOLOGIA MEDICA (AIOM)

Il virus dell’influenza causa epidemie annuali nella stagione invernale e primaverile con morbidità significativa nella popolazione generale ed elevata mortalità nei gruppi ad alto rischio, inclusi i pazienti oncologici. L’opinione sull’idoneità dei pazienti con neoplasie maligne, non in trattamento attivo e in fasi diverse della terapia antitumorale, di ricevere la vaccinazione anti-influenzale, varia considerevolmente tra gli oncologi e talvolta anche tra colleghi dello stesso centro. Ricercatori di vari centri oncologici italiani (IRCCS Policlinico Fondazione ‘San Matteo’ di Pavia, Ospedale Universitario di Udine, Istituto Oncologico ‘Giovanni Paolo II’ di Bari e Ospedale Sen. Antonio Perrino di Brindisi), afferenti all’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), e dell’Istituto Superiore di Sanità hanno riesaminato i dati disponibili, incluse le raccomandazioni delle autorità sanitarie nazionali, sull’impatto dell’influenza in pazienti con cancro e loro capacità di evocare risposte immunologiche protettive in seguito alla vaccinazione, in modo da fornire raccomandazioni per la prevenzione e il trattamento di questa infezione virale stagionale. I pazienti oncologici spesso presentano immunosoppressione correlata alla malattia o al trattamento e, di conseguenza, possono avere una risposta sierologica sub-ottimale alla vaccinazione anti-influenzale. L’effetto protettivo delle diverse preparazioni di vaccini anti-influenzali non è stato adeguatamente studiato in oncologia, specialmente nei pazienti adulti con tumori solidi. Anche il momento ottimale di somministrazione dei vaccini anti-influenzali nei pazienti che ricevono chemioterapia non è stato definito con chiarezza. Tuttavia, poiché la vaccinazione è il metodo più efficace, assieme agli agenti antivirali, in pazienti selezionati, per prevenire l’infezione influenzale, gli esperti dell’AIOM confermano la necessità di raccomandarne l’uso nei pazienti oncologici. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), gli stessi esperti suggeriscono che l’implementazione della vaccinazione anche nelle persone a stretto contatto con i pazienti oncologici potrebbe essere un ulteriore strumento per potenziare la protezione nelle popolazioni di pazienti più esposti e fragili.
Il prof. Saverio Cinieri della Divisione di Oncologia Medica e Unità di Senologia dell’Ospedale Sen. Antonio Perrino di Brindisi afferma che il lavoro pubblicato su Annals of Oncology è importante per tre ordini di motivi:
– Fa chiarezza rispetto alle domande che ogni anno i pazienti e i loro medici di medicina generale pongono agli oncologi medici: Sarà sicuro? Posso, devo vaccinarmi? La risposta è solo una: non solo è sicura, ma è utile e la vaccinazione deve essere estesa anche a tutti i ‘caregiver’.
– Rappresenta il lavoro congiunto di due società scientifiche e della divisione preposta dell’Istituto Superiore di Sanità.
– È stato accettato per la pubblicazione sulla più importante rivista europea di oncologia sotto l’egida e come raccomandazioni AIOM.
Per queste ragioni il professore è orgoglioso di aver coordinato insieme al dott. Pedrazzoli, Divisione di Oncologia Medica, Dipartimento di Emato-Oncologia, IRCCS Fondazione Policlinico S. Matteo di Pavia, tale attività scientifica che rende il nostro Paese portabandiera di una sanità migliore. Come già attuato da due anni a Brindisi, Cinieri consiglia a tutti i colleghi di stampare, affiggere e distribuire in tutti i reparti, ambulatori e Day Hospital la tabella delle raccomandazioni che all’inizio della stagione vaccinale viene inserita in tutti i numeri di AiomNews e sul sito della società, tradotta in italiano.
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