Medinews
29 Luglio 2014

UTILIZZO DI DOSAGGI MULTIPLEX DI ‘DRIVER’ ONCOGENI PER SELEZIONARE TERAPIE TARGET NEI TUMORI POLMONARI

‘Driver’ oncogeni risultano rilevati nel 64% degli adenocarcinomi polmonari e il test multiplex può aiutare i medici nel selezionare le terapie. L’interesse sui ‘driver’ oncogeni (alterazioni genomiche critiche che favoriscono lo sviluppo e il mantenimento del tumore) ha trasformato le cure dei pazienti con adenocarcinomi polmonari. Il Lung Cancer Mutation Consortium è stato istituito per eseguire dosaggi multiplex che ricercavano negli adenocarcinomi del polmone i ‘driver’ in 10 geni per permettere ai clinici di selezionare i trattamenti target e arruolare i pazienti negli studi clinici. I ricercatori del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e colleghi dei maggiori centri oncologici statunitensi hanno determinato la frequenza di ‘driver’ oncogeni in pazienti con adenocarcinomi polmonari e utilizzato i dati per selezionare i trattamenti target specifici per i ‘driver’ identificati e per valutare la sopravvivenza. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Medical Association (leggi abstract), tra il 2009 e il 2012 sono stati arruolati in 14 centri degli Stati Uniti pazienti con adenocarcinoma polmonare metastatico e performance status 0 – 2 per esaminare 10 ‘driver’ nei loro tumori. Sono state raccolte informazioni sui pazienti, sulle terapie e sulla sopravvivenza. I tumori sono stati esaminati per 10 ‘driver’ oncogeni e i risultati sono stati utilizzati per selezionare le terapie target opportune. ‘Outcome’ primari erano la determinazione della frequenza di ‘driver’ oncogeni, la proporzione di pazienti trattati con terapia diretta verso il genotipo e la sopravvivenza. Nel periodo 2009 – 2012, sono stati esaminati i tessuti tumorali di 1007 pazienti per almeno un gene e di 733 pazienti per 10 geni (genotipizzazione completa). Almeno un ‘driver’ oncogeno è stato osservato in 466 dei 733 pazienti (64%). Tra questi 733 tumori, 182 (25%) possedevano il ‘driver’ KRAS, 122 (17%) quello di sensibilizzazione a EGFR, 57 (8%) di riarrangiamento ALK, 29 (4%) altro di EGFR, 24 (3%) 2 o più geni, 19 (3%) ERBB2 (già HER2), 16 (2%) BRAF, 6 (< 1%) PIK3CA, 5 (< 1%) amplificazione MET, 5 (< 1%) NRAS, 1 (< 1%) MEK1, 0 AKT1. I risultati sono stati usati per selezionare la terapia target o lo studio per 275 di 1007 pazienti (28%). La sopravvivenza mediana era 3.5 anni (range interquartile [IQR]: 1.96 – 7.70) nei 260 pazienti con un ‘driver’ oncogeno e terapia diretta verso il genotipo, rispetto a 2.4 anni (IQR: 0.88 – 6.20) nei 318 pazienti con un qualsiasi ‘driver’ oncogeno che non avevano ricevuto terapia diretta verso il genotipo (hazard ratio aggiustato per il punteggio di propensione 0.69, IC 95%: 0.53 – 0.90; p = 0.006). In conclusione, ‘driver’ oncogeni di interesse sono stati rilevati nel 64% degli adenocarcinomi polmonari. Il test multiplex può dunque aiutare i clinici nel selezionare le terapie. Sebbene, tuttavia, le persone con ‘driver’ che ricevono un agente target consono vivano più a lungo, sono necessari studi clinici randomizzati per determinare se la terapia target basata sui ‘driver’ oncogeni possa migliorare la sopravvivenza di questi pazienti.
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