sabato, 28 novembre 2020
Medinews
17 Giugno 2011

USO PROLUNGATO DI SORAFENIB DOPO CITOCHINE NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Lo studio di fase 2 non randomizzato indica una buona tollerabilità e risposta al trattamento associati ad una sopravvivenza libera da progressione favorevole. I risultati ad interim avevano già indicato un’efficacia promettente, con una percentuale di risposta del 14.7% e una sopravvivenza mediana libera da progressione di 7.4 mesi, associate ad un buon profilo di tollerabilità del farmaco nei pazienti giapponesi con carcinoma renale metastatico precedentemente trattati. I dati conclusivi dello studio, pubblicato sulla rivista British Journal of Urology International (leggi abstract originale), hanno indicato una sopravvivenza globale mediana di 25.3 mesi, più lunga rispetto a quella osservata nello studio TARGET di fase III, una percentuale di risposta che si eleva al 19.4% per il conteggio di 6 ‘responder’ tardivi (dopo un periodo di stabilizzazione della malattia superiore a 9.2 mesi) e l’assenza di eventi avversi sconosciuti o di tossicità cumulativa nel trattamento a lungo termine con sorafenib. I ricercatori giapponesi hanno esaminato l’efficacia e la sicurezza a lungo termine del trattamento continuo con sorafenib (400 mg due volte al giorno) in 131 pazienti con carcinoma renale metastatico sottoposti a nefrectomia, nei quali il trattamento con almeno una citochina era risultato inefficace. Sono stati valutati i parametri di efficacia e sicurezza, che includevano la percentuale di risposta oggettiva, la sopravvivenza libera da progressione e globale. Tra i pazienti trattati, 129 erano eleggibili per l’analisi ‘intention-to-treat’ e tutti (n = 131) per l’analisi di sicurezza. I risultati indicano che 25 pazienti (19.4%) hanno ottenuto risposta parziale confermata e 87 (67.4%) hanno mostrato stabilizzazione della malattia, come migliore risposta globale. I 25 pazienti includevano i 6 ‘responder’ tardivi che hanno risposto dopo stabilizzazione della malattia per più di 9.2 mesi. La percentuale di risposta oggettiva e la percentuale di controllo della malattia erano rispettivamente del 19.4 e 73.6%. La sopravvivenza globale mediana e quella libera da progressione erano 25.3 e 7.9 mesi, rispettivamente. Il profilo di sicurezza era simile a quanto precedentemente riportato, con reazione mano-piede (58.0%), elevazione delle lipasi (57.3%) e diarrea (42.7%), quali eventi avversi legati al farmaco e più frequentemente osservati. Nessun evento avverso sconosciuto, né tossicità cumulativa sono stati riportati dopo utilizzo a lungo termine del farmaco. Malgrado la sospensione/interruzione/riduzione della dose, l’intensità di dose relativa media e mediana erano rispettivamente dell’86.4 e 97.4%. I risultati finali di questo studio di fase II confermano quindi la sicurezza e la tollerabilità del farmaco dopo mancata risposta alle citochine e aggiunge nuovi dati di efficacia, tra cui una risposta tardiva e una sopravvivenza globale favorevoli nei pazienti giapponesi con carcinoma renale metastatico.
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