Medinews
10 Luglio 2013

USO DI UN BIOSIMILARE DI G-CSF PER LA MOBILIZZAZIONE DI CELLULE STAMINALI NEL SANGUE PERIFERICO

La mobilizzazione di cellule ematopoietiche progenitrici nel sangue periferico è divenuta procedura standard che precede il trapianto autologo di cellule staminali. I biosimilari di fattori che stimolano la colonia dei granulociti (G-CSF) hanno recentemente ricevuto l’autorizzazione dell’Unione Europea (EU) per la mobilizzazione di cellule staminali ma i dati sul loro uso in questo contesto sono tuttora limitati. Il biosimilare di G-CSF di Ratiopharm (Ulm, Germania) ha ricevuto il nullaosta della EU a settembre 2008 ed è stato introdotto in pratica clinica a dicembre 2008 nell’ambito del Wessex Blood and Marrow Transplantation Programme. Gli ematologi dello University Hospital di Southampton hanno esaminato retrospettivamente, tra gennaio 2009 e dicembre 2011, i dati di 154 pazienti consecutivi sottoposti a raccolta di cellule staminali da sangue periferico dopo somministrazione del biosimilare di G-CSF. Come gruppo di controllo sono stati utilizzati 131 pazienti consecutivi, che avevano ricevuto filgrastim ‘originator’ nei 3 anni precedenti. Gli autori dello studio hanno analizzato sia i parametri rilevanti per la raccolta di cellule staminali che i dati di attecchimento, nei pazienti che hanno ricevuto il trapianto. I risultati non hanno indicato differenze significative tra i due gruppi quando sono stati comparati i fattori predittivi di CD34, il numero totale di cellule staminali CD34+ raccolte, il numero di giorni richiesti per la raccolta o il tempo per l’attecchimento. Secondo gli autori, questa è la più ampia comparazione diretta di un biosimilare di G-CSF con il G-CSF ‘originator’ per la mobilizzazione delle cellule staminali, dove l’uso del biosimilare di G-CSF può produrre un significativo risparmio dei costi, consentendo l’investimento ad altre aree relative al trapianto di cellule staminali.
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