sabato, 28 novembre 2020
Medinews
26 Settembre 2011

USO DI IODIO RADIOATTIVO PER IL CANCRO ALLA TIROIDE

L’analisi di ricercatori dell’Università del Michigan indica un aumento della percentuale di pazienti trattati con iodio radioattivo per cancro tiroideo ben differenziato tra il 1990 e il 2008. Questa variazione sarebbe in gran parte associata alle caratteristiche dell’ospedale. Al momento attuale, esiste una sostanziale incertezza circa le indicazioni di iodio radioattivo nel trattamento del cancro alla tiroide. Il suo utilizzo nel tempo e le conseguenze rimangono ancora sconosciuti. Per valutare le caratteristiche pratiche, il grado di variazione dell’uso di iodio radioattivo da parte degli ospedali e i fattori che contribuiscono a tale variazione, gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Medical Association (leggi abstract originale) hanno analizzato i trend temporali dell’uso di iodio radioattivo dopo tiroidectomia totale in una coorte di 189219 pazienti con cancro alla tiroide ben differenziato che sono stati trattati tra il 1990 e il 2008 in 981 ospedali associati all’US National Cancer Database. Gli autori hanno utilizzato analisi multilivello per valutare le correlazioni tra caratteristiche del paziente e dell’ospedale con l’uso di iodio radioattivo in una popolazione trattata dal 2004 al 2008. Tra il 1990 e il 2008, per i tumori di tutte le dimensioni, si è assistito ad un incremento significativo della proporzione di pazienti con tumore tiroideo ben differenziato che ricevevano iodio radioattivo (1373 di 3397 [40.4%] vs 11539 di 20620 [56.0%]; p < 0.001). L’analisi multivariata dei pazienti trattati tra il 2004 e il 2008 ha evidenziato una differenza statisticamente significativa di utilizzo di iodio radioattivo tra stadio I e IV (classificazione dell’American Joint Committee on Cancer) (odds ratio [OR] 0.34, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.31 – 0.37), ma la stessa non sussisteva tra gli stadi II/III e IV (per stadio II vs stadio IV: OR 0.97, IC 95%: 0.88 – 1.07, e per stadio III vs IV: OR 1.06, IC 95%: 0.95 – 1.17). Oltre alle caratteristiche del paziente e del tumore, anche il volume dell’ospedale (numero di procedure specifiche eseguite entro un determinato periodo di tempo) è stato associato all’uso di iodio radioattivo. In conclusione, nello studio è stata osservata un’ampia variazione dell’uso di iodio radioattivo: solo il 21.1% era però associato alle caratteristiche del paziente e del tumore, mentre il tipo di ospedale e il numero dei casi ne rappresentavano il 17.1%. Dopo aggiustamento per le caratteristiche di paziente, tumore e ospedale, il 29.1% della variazione è stata attribuita a caratteristiche inspiegabili dell’ospedale.
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