venerdì, 30 luglio 2021
Medinews
21 Maggio 2012

USO DI INIBITORI DELLE TIROSIN-CHINASI IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE METASTATICO IN EMODIALISI

Sunitinib e sorafenib non sono controindicati nei pazienti dializzati; l’esito è simile a quello osservato in pazienti con normale funzione renale trattati con gli stessi agenti. Per esaminare più specificamente sicurezza ed efficacia degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) quando somministrati a pazienti con carcinoma renale metastatico e malattia renale terminale che richiede emodialisi, ricercatori del dipartimento di oncologia dell’Università di Modena in collaborazione con altri 13 centri italiani hanno esaminato, tra luglio 2006 e dicembre 2010, 24 pazienti in emodialisi trattati con sunitinib e/o sorafenib per il carcinoma renale metastatico. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista British Journal of Urology International (leggi abstract originale), hanno analizzato retrospettivamente le cartelle cliniche di questi pazienti per valutare le dosi di TKI somministrate, le tossicità correlate al trattamento e la risposta clinica alla terapia. Sunitinib è stato somministrato secondo uno schema terapeutico intermittente (4 settimane di terapia e 2 di riposo) alla dose giornaliera di 50 mg in 6 pazienti, di 37.5 mg in 7 pazienti (uno ha successivamente assunto 50 mg), di 25 mg in due e di 12.5 mg in un paziente. Degli 8 pazienti trattati con sorafenib, 4 hanno ricevuto 800 mg al giorno (400 mg ogni 12 ore), tre 400 mg al giorno e uno 200 mg al giorno in schedula continua. La durata mediana della terapia nei pazienti trattati con sorafenib è stata 13.9 mesi, mentre era 12.7 mesi in quelli in trattamento con sunitinib. Tra i 16 pazienti in terapia con sunitinib, 7 hanno mostrato risposta parziale e 5 stabilizzazione della malattia, mentre tra gli 8 pazienti in terapia con sorafenib uno ha ottenuto risposta parziale e 6 stabilizzazione del tumore. Alcuni pazienti (6 con sunitinib e 4 con sorafenib) avevano precedentemente ricevuto citochine. La stima della sopravvivenza mediana libera da progressione e della sopravvivenza mediana globale in questa coorte di pazienti è risultata rispettivamente di 10.3 e 22.6 mesi ad un follow-up mediano di 14.3 settimane. Riguardo tollerabilità e sicurezza, non sono stati osservati eventi avversi inaspettati o tossicità ematologica e non ematologica di grado 4. In conclusione, il trattamento con sunitinib e sorafenib non sembra controindicato nei pazienti con carcinoma renale metastatico che si sottopongono a emodialisi. L’esito in questa popolazione è simile a quello osservato in pazienti con normale funzione renale in terapia con TKI. Tuttavia, gli autori suggeriscono lo svolgimento di uno studio prospettico più ampio per confermare i risultati, considerando che natura retrospettiva e basso numero di pazienti sono fattori limitanti del presente studio.
TORNA INDIETRO