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8 Giugno 2009

USA, DUE TERZI FALLIMENTI PER COLPA DI MALATTIE E PARCELLE MEDICHE

Nel 2007 due terzi (62,1%) degli americani finiti in bancarotta hanno avuto problemi innescati da seri problemi medici. E’ quanto emerge da uno studio firmato dal team dell’Università di Harvard diretto da David Himmelstein sull”American Journal of Medicine’ online. I dati sono stati raccolti prima del manifestarsi dell’attuale crisi economica e, dunque, non riflettono appieno il peggiorato clima finanziario. Ma tra il 2001 e il 2007 la proporzione delle persone finite in bancarotta per problemi medici è comunque cresciuta nel Paese del 49,6%. A sorpresa, molti dei cittadini falliti per ragioni mediche avevano un’assicurazione: il 77,9% era assicurato all’inizio della malattia, e spesso si trattava di persone che, prima del dissesto finanziario, appartenevano alla classe media. Due terzi avevano una casa di proprietà e tre su cinque erano andati al college. A provocare il disastro sembra siano stati conti medici salati per visite ed esami, abbinati a una contemporanea riduzione degli introiti, dovuta al fatto che la malattia ha costretto queste persone a ridurre le ore di lavoro. Così in tanti sono finiti per perdere la propria occupazione, e con questa l’assicurazione medica, proprio quando serviva di più. La ricerca, condotta da studiosi dell’Harvard Law School, dell’Harvard Medical School e dell’Ohio State University, è la prima a mettere sotto la lente il ‘fenomeno bancarotta’ in Usa. I ricercatori hanno esaminato un campione casuale di 2.314 dichiarazioni di fallimento presentate all’inizio del 2007, confrontandole con alcuni dati relativi agli anni precedenti, e realizzando anche 1.032 interviste ad alcuni compilatori delle dichiarazioni di bancarotta. Nello studio precedente, relativo al 2001 e pubblicato nel 2005, i ricercatori avevano esaminato il fenomeno in cinque stati dell’Unione. Poi si sono allargati a livello nazionale. Negli anni successivi al primo studio, il fenomeno prima si era ridotto, poi è cresciuto ‘a braccetto’ con la situazione economica. E ora è tornato alle cifre del 2001, cioè pari a circa un milione e mezzo di casi l’anno. “I nostri dati sono allarmanti”, commenta Himmelstein, docente di medicina ad Harvard. Per molti americani oggi “una grave malattia può fare la differenza tra conti in regola e bancarotta”, assicura. “E le assicurazioni sanitarie – dice – offrono solo una piccola protezione agli americani della classe media”. Insomma, tra mutui e deducibilità basta un importante problema di salute perché “molti di noi finiscano in ricoveri per indigenti. E anche le migliori assicurazioni basate sul lavoro si volatilizzano quando, a causa di una malattia prolungata, si finisce per perdere il posto, proprio quando la famiglia ne avrebbe più bisogno. Insomma, molte assicurazioni private sono un prodotto difettoso, un po’ come un ombrello che si rompe quando piove”. Non solo. La dichiarazione di bancarotta è un’esperienza estenuante, “finanziariamente, economicamente ed emotivamente”, aggiunge Elizabeth Warren, docente di legge ad Harvard. Dunque, proprio in questo momento di crisi “dobbiamo ripensare a una riforma sanitaria – sostiene Steffie Woolhandler, docente di medicina all’ateneo – Coprire chi non ha assicurazione non basta: la riforma dovrà anche aiutare le famiglie con una copertura assicurativa, aumentandone le tutele e facendo in modo che non le perderanno. Solo un’assicurazione sanitaria nazionale può fornire una copertura universale, oltretutto risparmiando centinaia di miliardi”. In pericolo, dicono i ricercatori, c’è la spina dorsale dell’America: le famiglie della classe media, che in questi anni hanno fatto la grandezza del Paese. Ma i cui conti oggi rischiano di saltare, a causa di un grave o prolungato problema medico.
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