giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
10 Aprile 2012

UNA DIETA AD ALTO CONTENUTO DI CARNE ROSSA ‘LAVORATA’ DIMINUISCE LA SPERANZA DI VITA

Il consumo frequente di carne rossa, specie se lavorata industrialmente e trattata con conservanti come i nitriti, e miscelata ad altri tipi di carne, quale ad esempio wurstel, pancetta e prodotti simili, può determinare un aumento anche maggiore del 20% del rischio di decesso prematuro a causa di malattie cardiache o tumorali. La ricerca, pubblicata su Archives of Internal Medicine, ha coinvolto 120mila pazienti con un follow-up di 28 anni nel corso del quale l’équipe ha analizzato le abitudini alimentari di più di 37.000 uomini e 83.000 donne. Tutti i partecipanti ogni quattro anni dovevano dichiarare quale era la dieta seguita. E’ risultato che chi consumava carne rossa con maggiore frequenza aveva il 13% di rischio in più di morire prematuramente a causa di una malattia cardiaca o di un tumore. Se poi la carne consumata era del tipo lavorato, allora la percentuale in più di rischio saliva a oltre il 20%. Al contrario, se nella dieta si consumava più carne bianca il rischio scendeva del 15%, mentre con il pesce calava del 7%. Per arrivare a ridurre il rischio di morte prematura del 19% si doveva assumere frutta secca, notoriamente ricca di acidi grassi essenziali come, per esempio, gli omega-3. “Lo studio – ha affermato il dr. Hu – ha fornito prove evidenti che il consumo regolare di carne rossa, specie se trattata industrialmente, contribuisce sostanzialmente a diminuire la speranza di vita per decessi causati da malattie cardiovascolari e tumori”.

Da: Lastampa.it
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