Medinews
9 Aprile 2019

Ultra-deep next-generation sequencing of plasma cell-free DNA in patients with advanced lung cancers: results from the Actionable Genome Consortium

Noninvasive genotyping using plasma cell-free DNA (cfDNA) has the potential to obviate the need for some invasive biopsies in cancer patients while also elucidating disease heterogeneity. We sought to develop an ultra-deep plasma next-generation sequencing (NGS) assay for patients with non-small-cell lung cancers (NSCLC) that could detect targetable oncogenic drivers and resistance mutations in patients where tissue biopsy failed to identify an actionable … (leggi tutto)

Nonostante i notevoli progressi scientifici e le implementazioni terapeutiche registrate negli ultimi 15 anni, il tessuto resta per il tumore polmonare un “problema” in termini di quantità, qualità, ristretta visione, rispetto all’eterogeneità di malattia, archiviazione, ottimizzazione … ponendo quindi sempre la biopsia liquida come un miraggio che si vorrebbe divenisse realtà. Con una tecnica di ultra-deep next-generation sequencing gli autori valutano 37 geni, le cui alterazioni sono frequentemente descritte per il tumore polmonare, in 127 pazienti in stadio avanzato di malattia al momento della diagnosi. Questa popolazione, sulla base dell’analisi tissutale, è suddivisibile in 3 gruppi di pazienti: 91 con una mutazione “driver” o responsabile di una resistenza; 19 senza alcuna alterazione molecolare e 17 nei quali il tessuto non era disponibile e/o sufficiente per un’analisi.
Rispetto a questa suddivisione l’indagine su biopsia liquida veniva fatta in cieco. Dei 91 pazienti del primo gruppo (per analisi tissutale) un’alterazione “driver” viene rilevata su biopsia liquida in 68 casi (veri positivi 75%) e nel secondo gruppo per nessun caso è stata rilevata un’alterazione molecolare (veri negativi 100%).
Nel terzo gruppo, alterazioni “driver” sono state descritte in 4 casi. Tra le alterazioni descritte (su tessuto e su biopsia liquida): EGFR, KRAS, ALK, ROS1, BRAF, HER2, RET, MET.
In considerazione di questi dati, la biopsia liquida potrebbe essere presa in considerazione come indagine complementare a quella tissutale e, tenendo presente la sua specificità, valutata come prima indagine per guidare i passaggi (le biopsie) successive.
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