sabato, 2 maggio 2026
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21 Dicembre 2009

TUMORI: DA RICERCATORI ITALIANI NUOVA ARMA CHE NE RALLENTA SVILUPPO

Un gruppo di ricercatori del Campus Ieo-Ifom di Milano ha dimostrato che è possibile ritardare e rendere meno frequente lo sviluppo di alcuni tumori agendo su un particolare enzima, la chinasi Cdk2. Gli studiosi hanno infatti osservato che la mancanza di Cdk2 comporta sia una diminuzione della proliferazione delle cellule tumorali sia il loro invecchiamento. Lo studio, pubblicato sul ‘Nature cell biology’, è finanziato dall’Airc e dal ministero della Salute. Il gruppo di ricercatori, guidato da Bruno Amati, direttore dell’unità ‘Oncogenes, chromatin and cell cycle control’, ha innanzi tutto dimostrato che nelle cellule prive di Cdk2, che è una delle chinasi coinvolte nella regolazione della divisione cellulare, attivando l’oncogene Myc, uno dei geni responsabile del processo di formazione di molti tumori, le cellule perdono la capacità di dividersi e di generare cellule figlie. In pratica, l’attivazione di Myc in queste cellule provoca una forma di arresto permanente, detto ‘senescenza cellulare’. Studiando il comportamento di topi, privati del gene che attiva l’enzima Cdk2, a cui è stato provocato un linfoma tramite l’oncogene Myc, i ricercatori hanno osservato che il tumore si sviluppa molto più tardi e con minore frequenza rispetto ai topi normali. Non solo. Gli scienziati dello Ieo hanno anche dimostrato che composti chimici inibitori dell’enzima Cdk2 provocano l’arresto della crescita solo delle cellule tumorali. Agiscono quindi selettivamente, risparmiando le cellule sane. Lo studio ha dimostrato che l’enzima Cdk2 è dunque molto sensibile all’attivazione dell’oncogene Myc, e quindi alla presenza di cellule tumorali, nelle quali svolge un ruolo di protezione contro l’invecchiamento, agevolandone la proliferazione. I composti chimici in grado di inibire Cdk2 possono quindi avere un’utilità terapeutica per i tumori caratterizzati da elevati livelli dell’oncogene Myc, come alcuni linfomi, alcuni tipi di tumori del seno, del colon-retto e alcuni neuroblastomi. Sulla base di questa scoperta, i ricercatori sono ora impegnati nella sperimentazione di farmaci inibitori di Cdk2 su modelli pre-clinici. Fra un paio d’anni questi farmaci potranno essere oggetto di studi clinici.
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