venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
16 Maggio 2011

TUMORI AL SENO DIAGNOSTICATI NELL’INTERVALLO TRA SCREENING MAMMOGRAFICI

I tumori al seno rilevati durante l’intervallo tra due esami mammografici sono in genere di stadio e grado più elevato rispetto a quelli diagnosticati al momento dello screening. Inoltre, i tumori ‘di intervallo’ hanno maggiori probabilità di possedere caratteristiche prognostiche sfavorevoli, come negatività della sensibilità a estrogeni e progesterone e morfologia non duttale. Pochi studi hanno comparato il valore prognostico delle caratteristiche tumorali per tipo di cancro al seno diagnosticato nel periodo di intervallo tra una valutazione mammografica e l’altra, in un programma di screening, con quelli osservati durante l’indagine radiografica. Ricercatori canadesi hanno condotto uno studio caso-caso in un’ampia coorte di donne (n = 431480), che avevano età superiore a 50 anni e avevano partecipato all’Ontario Breast Screening Program tra il 1 gennaio 1994 e il 31 dicembre 2002. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of the National Cancer Institute (leggi abstract originale), i tumori diagnosticati (retrospettivamente) nell’intervallo tra due mammografie, cioè quelli rilevati entro 24 mesi dall’ultimo esame negativo, sono stati indicati come tumori ‘di intervallo’ veri (cioè non rilevabili, n = 288) o persi (cioè già presenti ma non diagnosticati, n = 87) se non identificati al momento dello screening. I tumori al seno rilevati durante lo screening (n = 450) sono stati selezionati per compararli con i tumori ‘di intervallo’ e sono stati classificati in base a stadio, grado, indice mitotico, istologia ed espressione dei recettori ormonali e gli odds ratio (OR) e intervalli di confidenza (IC) al 95% sono stati calcolati con regressione logistica condizionale. I tumori mammari ‘di intervallo’ veri e persi erano in stadio e grado più elevato rispetto a quelli rilevati al momento dello screening (matched). Tuttavia, i tumori ‘di intervallo’ veri mostravano un indice mitotico più alto (OR = 3.13, IC 95%: 1.81 – 5.42), una percentuale più alta di istologia non duttale (OR = 1.94, IC 95%: 1.05 – 3.59) ed erano con più probabilità negativi ai recettori per gli estrogeni (OR = 2.09, IC 95%: 1.32 – 3.30) e per il progesterone (OR = 2.49, IC 95%: 1.68 – 3.70), rispetto a quelli diagnosticati al momento dello screening. Gli autori, dunque, concludono che per poter rilevare precocemente un cancro al seno, in rapida crescita, tra due esami mammografici, sia necessario acquisire una maggiore sensibilità degli screening e vagliare approcci diversi.
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