TUMORE POLMONARE NSCLC AVANZATO: TERAPIA CON ERLOTINIB SEGUITA DA CISPLATINO E GEMCITABINA È INFERIORE A TRATTAMENTO STANDARD
Nello studio TORCH (A Study of Tarceva or Chemotherapy for the Treatment of Advanced Non Small Cell Lung Cancer), di fase III, internazionale, multicentrico, randomizzato, coordinato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, il farmaco somministrato in prima linea in pazienti non selezionati con tumore polmonare avanzato non a piccole cellule (NSCLC) e seguito, alla progressione, da chemioterapia contenente cisplatino e gemcitabina non ha migliorato la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia standard in prima linea seguita da erlotinib. L’inibitore reversibile del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR), erlotinib, aveva mostrato un prolungamento della sopravvivenza in pazienti non selezionati con NSCLC in stadio avanzato che non risultavano eleggibili per un ulteriore trattamento chemioterapico e due studi di fase II hanno suggerito ci potesse essere un’alternativa alla chemioterapia di prima linea. Questo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ha esaminato la non inferiorità in termini di sopravvivenza di erlotinib in prima linea seguito, alla progressione della malattia, da chemioterapia contenente cisplatino e gemcitabina rispetto alla sequenza standard inversa. L’eleggibilità dei pazienti richiedeva diagnosi di NSCLC dallo stadio IIIB (con versamento pleurico o interessamento dei linfonodi sovraclavicolari) fino allo stadio IV e performance status da 0 a 1. Un campione di 900 pazienti è stato previsto per ottenere un rischio (hazard ratio, HR) di morte, con limite superiore di IC 95% uguale a 1.25, potere dell’80%, α < 0.025 a una coda e due analisi ad interim. Alla prima analisi ad interim, programmata al raggiungimento della metà degli eventi, il limite di inferiorità è stato superato e il Data Monitoring Committee ne ha raccomandato l’interruzione anticipata. Nello studio sono stati randomizzati 760 pazienti (età mediana 62 anni, range: 27 – 81) che presentavano caratteristiche basali bilanciate nei due bracci. Al primo giugno 2011, ad un follow-up mediano di 24.3 mesi erano stati registrati 536 decessi (263 nel braccio di trattamento standard e 273 nel braccio di studio). La sopravvivenza mediana è risultata di 11.6 mesi (IC 95%: 10.2 – 13.3) nel braccio a trattamento standard e di 8.7 mesi (IC 95%: 7.4 – 10.5) in quello di studio. L’HR, aggiustato, di morte nel braccio sperimentale è risultato 1.24 (IC 95%: 1.04 – 1.47) e non è stata osservata eterogeneità tra sessi, abitudine al fumo, istotipo e mutazione di EGFR. In conclusione, nei pazienti non selezionati con NSCLC avanzato, erlotinib in prima linea seguito alla progressione da cisplatino e gemcitabina è risultato significativamente inferiore in termini di sopravvivenza globale rispetto alla sequenza standard di chemioterapia in prima linea seguita da erlotinib.