mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
1 Marzo 2010

TUMORE DELLO STOMACO, DIETA A RISCHIO PER 6 ITALIANI SU 10

Gli italiani consumano troppi insaccati e carne rossa alla brace: il 9% ne mangia tutti i giorni e il 56% 3 o 4 volte alla settimana. Solo il 10% assume frutta e verdura correttamente. L’obesità rappresenta anche per la popolazione italiana una “nuova patologia” di crescente incidenza. Nonostante queste cattive abitudini, il 70% non pensa di essere a rischio e solo il 42% individua nell’alimentazione scorretta e nella mancanza di attività fisica potenziali fattori nocivi. Anzi, la metà è convinta che l’inquinamento sia un fattore di rischio più importante della dieta. È quanto emerge dal primo sondaggio realizzato dall’AIOM con il sostegno di Roche su più di 600 persone intervistate nel dicembre scorso al di fuori dei centri commerciali di Roma e Milano, “con l’obiettivo – ha spiegato Carmine Pinto, Coordinatore del Progetto AIOM – di sondare il livello di consapevolezza dei cittadini su una patologia particolarmente aggressiva che colpisce ogni anno circa 13.000 persone e che rappresenta il quarto big killer nel nostro Paese, anche se con importanti differenze di incidenza tra le diverse aree geografiche”. I risultati sono stati presentati nel capoluogo lombardo alla vigilia di un convegno nazionale dedicato a questa neoplasia. “Il 79% degli intervistati ritiene che il cancro gastrico non sia guaribile – ha affermato Francesco Di Costanzo, direttore dell’Oncologia Medica del Policlinico Careggi di Firenze – Si stanno però registrando importanti progressi nel trattamento del tumore dello stomaco in stadio avanzato. Sono oggi disponibili farmaci mirati su bersagli cellulari come il trastuzumab, che ha dimostrato, in combinazione con la chemioterapia tradizionale, di allungare la sopravvivenza nei pazienti HER2 positivi (sigla che indica la proteina prodotta da un gene specifico), che rappresentano circa il 20% di tutti i casi di questa neoplasia. Questo anticorpo monoclonale ha ottenuto nei giorni scorsi dall’EMEA l’approvazione, in combinazione con la chemioterapia, proprio per il trattamento del tumore gastrico in stadio avanzato HER2 positivo sulla base dei risultati dello studio internazionale ToGA”. Già ampiamente utilizzato nel tumore della mammella, il trastuzumab è in attesa di registrazione in Italia per questa nuova indicazione. “Il trastuzumab – ha sottolineato Pinto – potrebbe rappresentare solo il primo dei farmaci ‘intelligenti’ che entra nell’armamentario dell’oncologo medico per il trattamento del cancro gastrico, considerando anche che i casi HER2 positivi rappresentano meno di un quarto dei tumori dello stomaco. Altri farmaci biologici sono oggi in corso di valutazione in importanti studi”. “Per identificare i pazienti che possono beneficiare di specifici trattamenti sistemici – ha commentato Giuseppe Viale, ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Milano e Direttore della Divisione di Anatomia Patologica dell’IEO di Milano – è essenziale definire correttamente le caratteristiche biologiche delle cellule neoplastiche e determinare con la maggiore accuratezza possibile la positività per HER2. Ciò che l’anatomo patologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche”. L’AIOM ha voluto interrogarsi anche al suo interno: dal sondaggio fra gli specialisti oncologi italiani emerge la necessità di terapie specifiche che possano portare a sensibili miglioramenti nelle cure e insieme garantire buona qualità di vita ai pazienti. Inoltre va implementata la diffusione delle conoscenze su fattori di rischio e prevenzione (alimentazione, consumo di alcool, fumo di sigaretta, positività per l’Helicobacter Pylori). Dal sondaggio condotto fra i cittadini è emersa da un lato una preoccupante mancanza di conoscenze e dall’altro una grande richiesta di informazione. Il 93% non ha mai sentito parlare del tumore dello stomaco, il 57% non sa se esistano esami in grado di individuarlo precocemente, l’84% non ha mai letto nessun articolo sull’argomento, ma ben il 78% vorrebbe saperne di più su come prevenire e affrontare questa malattia. “Ne consegue l’importanza di una corretta comunicazione – ha continuato il prof. Pinto -, ed in questo settore un ruolo fondamentale può essere svolto dal medico di famiglia in collaborazione con lo specialista”. “Questi dati – ha aggiunto Di Costanzo – sottolineano la necessità di migliorare l’informazione tra i cittadini su fattori di rischio e sintomi rispetto a questa patologia”. “In questo campo – ha concluso Pinto – un programma ambizioso dell’AIOM è l’attuazione di una vera e propria campagna, che sarà una delle priorità del prossimo biennio: una guida per il cittadino, un sito internet in cui si potranno reperire informazioni rilevanti su questa neoplasia con un linguaggio semplice e diretto e un opuscolo che conterrà consigli utili anche su quali alimenti scegliere e come cucinarli”.
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