TUMORE DEL SENO, NUOVE ARMI CONTRO LE FORME PIÙ AGGRESSIVE
I nanofarmaci sono efficaci nel trattamento del tumore del seno in stadio iniziale ad alto rischio. In particolare nab-paclitaxel, somministrato prima dell’intervento chirurgico, ha dimostrato nelle pazienti colpite da questo tipo di cancro di migliorare del 9% la risposta patologica completa. Il risultato viene dallo studio “GeparSepto” di fase III, presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium, che si è svolto la scorsa settimana. Il trial indipendente, condotto dal German Breast Group (GBG) in associazione con il gruppo di studio German AGO-B, ha coinvolto più di 1.200 donne: il 38% delle pazienti trattate con nab-paclitaxel prima della chirurgia (neoadiuvante) ha raggiunto la risposta patologica completa rispetto al 29% di coloro che hanno ricevuto (prima dell’intervento chirurgico) il trattamento costituito da paclitaxel nella formulazione tradizionale seguito da epirubicina e ciclofosfamide. Il German Breast Group è il più grande network universitario indipendente, riunisce più di 500 centri in Germania e può vantare la maggiore esperienza al mondo negli studi sul trattamento del tumore al seno in neoadiuvante. “GeparSepto” è lo studio randomizzato di fase III più grande realizzato con nab-paclitaxel e il primo completato sul tumore del seno precoce ad alto rischio. In particolare è stata dimostrata la superiore efficacia di nab-paclitaxel nella forma ‘triplo negativa’, in cui la risposta patologica completa è quasi duplicata con il nanofarmaco.