giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
5 Dicembre 2008

TUMORE AL SENO: VALIDITÀ DI RADIOCHEMIOTERAPIA NELLE METASTASI CEREBRALI

Le pazienti con tumore al seno e metastasi cerebrali possono trarre beneficio dalla chemioterapia sistemica associata alla radioterapia whole-brain (WBRT), secondo quanto affermano ricercatori francesi in un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Cancer (leggi abstract originale). L’irradiazione di tutto l’encefalo è un caposaldo del trattamento delle pazienti con metastasi cerebrali del tumore al seno, mentre il ruolo della chemioterapia sistemica rimane ancora da stabilire. In uno studio clinico di fase II, ricercatori dell’Edouard Herriot di Lione (Francia) hanno valutato sicurezza, tollerabilità ed efficacia della terapia combinata di cisplatino, vinorelbina e WBRT in 25 donne con tumore al seno avanzato, precedentemente non trattate per le metastasi cerebrali. Tre di queste pazienti (12%) hanno avuto regressione (radiologica) completa delle metastasi, 16 (64%) hanno mostrato risposta parziale, con regressione del 76% delle lesioni nell’encefalo, e 2 stabilizzazione della malattia per parecchi mesi. Il tempo mediano alla progressione della malattia encefalica era 5.2 mesi dall’inclusione delle pazienti nello studio, con una durata mediana della risposta di 8.5 mesi. Risposta sistemica (per la malattia cerebrale ed extra-cerebrale) completa e parziale è stata osservata, rispettivamente, in una e in 10 pazienti, con una risposta globale sistemica del 44%. Cinque pazienti hanno manifestato stabilizzazione della malattia per un periodo mediano di 4.2 mesi. La sopravvivenza libera da progressione era pari a 3.7 mesi, ma 4 pazienti non hanno manifestato progressione per 12 mesi. La sopravvivenza globale mediana era 6.5 mesi, con 7 pazienti (28%) ancora viventi 12 mesi dall’inclusione nello studio. La tossicità globale era accettabile; 5 pazienti (20%) hanno manifestato tossicità non ematologica di grado 3-4 e 11 (44%) hanno dovuto interrompere il trattamento per progressione della malattia o tossicità, ma non si sono verificati decessi per tossicità.
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