giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
18 Gennaio 2019

Tumor mutational load predicts survival after immunotherapy across multiple cancer types

Immune checkpoint inhibitor (ICI) treatments benefit some patients with metastatic cancers, but predictive biomarkers are needed. Findings in selected cancer types suggest that tumor mutational burden (TMB) may predict clinical response to ICI. To examine this association more broadly, we analyzed the clinical and genomic data of 1,662 advanced cancer patients treated with ICI, and 5,371 non-ICI-treated patients, whose tumors underwent targeted next-generation … (leggi tutto)

Sebbene la determinazione del carico mutazionale tumorale non sia, ad oggi, eseguita nella routine clinica per nessuno dei tumori nei quali l’impiego degli immune checkpoint inhibitors è diventato trattamento standard, negli ultimi tempi si sono accumulate, in diversi tipi di tumore, evidenze spesso contrastanti e non definitive a proposito del ruolo predittivo del TMB (tumor mutational burden) rispetto all’efficacia di tali farmaci.
In considerazione della grande necessità di identificare fattori predittivi per questa strategia terapeutica, l’articolo pubblicato sulle prestigiose pagine di Nature Genetics rappresenta un importante tassello in questo “puzzle”.
Gli autori dello studio hanno preso in esame i dati molecolari e clinici di 1.662 pazienti affetti da un tumore avanzato, trattati con immunoterapia, e di 5.371 pazienti che invece non hanno ricevuto immunoterapia. Tutti i casi sono stati analizzati mediante next generation sequencing. Nel complesso della popolazione (comprendente, è bene ribadirlo, tipi diversi di tumore), un elevato carico mutazionale è risultato associato ad una migliore sopravvivenza: tale associazione, evidente nei pazienti sottoposti ad immunoterapia, non era invece significativa nel gruppo “di controllo”, vale a dire nel gruppo di pazienti non trattati con immunoterapia.
Quest’ultimo dato sottolinea che il ruolo del TMB sarebbe effettivamente predittivo dell’efficacia del trattamento, e non semplicemente prognostico. Peraltro, gli autori sottolineano giustamente che il cutoff utilizzato per identificare il sottogruppo di casi con elevato TMB risultava molto diverso nei vari tipi di tumore.
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