martedì, 24 novembre 2020
Medinews
8 Novembre 2011

TROVATO LEGAME TRA INQUINANTI AMBIENTALI E ATEROSCLEROSI

Numerosi studi hanno dimostrato la correlazione tra patologie cardiovascolari e alti livelli di diossina e policlorobifenili, sostanze usate nel passato a livello industriale, e pesticidi, che, essendo solubili nei grassi, si possono accumulare nelle pareti vascolari. La ricerca condotta da un’équipe dell’Università di Uppsala (Svezia) dimostra l’esistenza di un legame tra l’esposizione a tali inquinanti ambientali e l’aterosclerosi, processo infiammatorio che attacca le pareti vasali. A 1.016 partecipanti, di 70 anni d’età media, sono stati misurati i livelli nel sangue di 23 composti appartenenti alle tre classi di inquinanti; mediante analisi ultrasonografiche è stato inoltre valutato lo spessore delle arterie carotidee e l’eventuale presenza, e il numero, delle placche aterosclerotiche. I livelli ematici di 7 dei composti studiati sono risultati significativamente associati con il numero di placche aterosclerotiche rilevate nelle arterie carotidi, anche dopo aggiustamento per fattori di rischio multipli (sesso, circonferenza vita, indice di massa corporea, glicemia a digiuno, pressione arteriosa sistolica e diastolica, HDL e LDL-colesterolo, trigliceridi sierici, fumo, trattamento antipertensivo e uso di statine). In particolare 3 inquinanti altamente clorurati sono risultati associati ad aumento di spessore del complesso intima-media delle arterie carotidee. Nello studio, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, Monica Lind, autrice della ricerca, sottolinea che “servono verifiche ulteriori” e che inoltre, anche se molte di queste sostanze sono state da tempo messe al bando, “data la loro persistenza, si trovano ancora nell’ambiente, le ingeriamo con il cibo e, poiché vengono immagazzinate nell’organismo, i loro livelli possono crescere nel corso degli anni”.

http://salute24 – Environmental Health Perspectives
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