martedì, 24 novembre 2020
Medinews
2 Marzo 2009

TROMBOEMBOLISMO: RISCHIO QUADRUPLICATO PER VIAGGI IN AEREO PIU’ LUNGHI DI 4 ORE

Uno studio su Lancet suggerisce che il rischio di tromboembolismo venoso aumenta più di 4 volte rispetto alla norma quando si compiono viaggi in aereo della durata superiore alle 4 ore. Tale incremento del rischio è relativo sia a fattori legati al viaggio come immobilità, disidratazione e ridotta concentrazione di ossigeno che a fattori individuali quali obesità, recenti interventi chirurgici e predisposizione alla trombosi. “Le persone particolarmente a rischio – spiegano Steen Kristensen, vice-presidente della European Society of Cardiology (ESC) e Kurt Huber, portavoce dell’area trombosi dell’ESC – comprendono coloro i quali sono costretti all’immobilità, chi ha avuto in passato una trombosi venosa, infarto, ictus o chi soffre di insufficienza cardiaca o fibrillazione atriale. Tra le persone sane, i più a rischio sono le donne in gravidanza, chi prende contraccettivi orali (specie se fumatrici) e gli anziani. Per minimizzare il rischio è importante bere abbondanti liquidi non alcolici e camminare prima e durante il viaggio. L’uso delle calze contenitive può aiutare alcune persone a prevenire il tromboembolismo profondo. Infine, se del caso, il proprio medico può anche indicare alcune medicine ‘ad hoc’”.
Esc
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