lunedì, 20 settembre 2021
Medinews
5 Marzo 2009

TRATTAMENTO INIZIALE DEI PAZIENTI CON LINFOMA DI HODGKIN ALLO STADIO AVANZATO

Studio HD2000 condotto dal Gruppo Italiano per lo Studio dei Linfomi: BEACOPP prolunga la sopravvivenza libera da progressione rispetto ad ABVD, ma è anche associato a maggiore incidenza di tossicità acuta

La combinazione doxorubicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina (ABVD) è stata comparata sia verso etoposide, doxorubicina, ciclofosfamide, vincristina, procarbazide e prednisone (BEACOPP) che verso ciclofosfamide, lomustina, vindesina, melphalan, prednisone, epidoxirubicina, vincristina, procarbazina, vinblastina e bleomicina (COPPEBVCAB, CEC) per determinarne l’efficacia nel trattamento del linfoma di Hodgkin (LH) allo stadio avanzato. Trecentosette pazienti con LH allo stadio IIB, III e IV, sono stati randomizzati per ricevere 6 cicli di ABVD, oppure 4 cicli a scalare più 2 cicli standard di BEACOPP o 6 cicli di CEC, associati ad un programma di radioterapia su campi limitati. I risultati dello studio, condotto dal Gruppo Italiano per lo Studio dei Linfomi e pubblicato nel Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), hanno evidenziato ad un follow-up di 41 mesi che BEACOPP offre una sopravvivenza libera da progressione (SSP) più lunga, con significativa riduzione del rischio di progressione (hazard ratio [HR] = 0.50) rispetto ad ABVD. Nessuna differenza è invece stata riscontrata tra BEACOPP e CEC, o tra CEC ed ABVD. La SSP a 5 anni era del 68% (IC 95%: 56-78), 81% (IC 95%: 70-89) e 78% (IC 95%: 68-86) rispettivamente per ABVD, BEACOPP e CEC (p = 0.038 per BEACOPP vs ABVD; e p = NS per CEC vs ABVD e BEACOPP vs CEC). La sopravvivenza globale a 5 anni era dell’84% (IC 95%: 69-92), del 92% (IC 95%: 84-96) e 91% (IC 95%: 81-96) per ABVD, BEACOPP e CEC rispettivamente (p = NS). Un numero maggiore di casi di neutropenia grado 3-4 è stato osservato con i trattamenti BEACOPP e CEC, rispetto ad ABVD (p = 0.016); l’uso di BEACOPP era inoltre associato ad una maggiore frequenza di infezioni gravi rispetto ad ABVD e CEC (p = 0.003).


SIEnews – Numero 5 – 5 marzo 2009
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