giovedì, 13 agosto 2026
Medinews
23 Aprile 2013

TRATTAMENTO E SOPRAVVIVENZA GLOBALE DEL CARCINOMA RENALE NELLA POPOLAZIONE SVEDESE

Un incremento dei tassi di nefrectomia e l’uso di inibitori delle tirosin-chinasi possono aver contribuito a migliorare la sopravvivenza tra il 2000 e il 2008

Lo studio di popolazione, retrospettivo, registrativo, pubblicato sulla rivista British Journal of Cancer (leggi abstract), ha valutato la sopravvivenza globale (OS) e i fattori che la influenzano in pazienti svedesi con carcinoma renale. L’analisi del rischio proporzionale di Cox è stata condotta utilizzando tre registri nazionali di salute, combinati, ed è stata usata, in tre modelli, per determinare l’impatto del trattamento con citochine (interferone-alfa) e inibitore tirosin-chinasico (TKI, sunitinib o sorafenib) sulla OS nel carcinoma renale metastatico. Tra il 2000 e il 2008, in Svezia, 8009 pazienti hanno ricevuto diagnosi di carcinoma renale e 2753 di malattia metastatica (nel periodo 2002 – 2008). La OS mediana, nei pazienti con carcinoma renale che hanno ricevuto diagnosi tra il 2006 e il 2008, non è stata raggiunta rispetto a 47.9 mesi nel periodo 2000 – 2005 (p < 0.001; nei pazienti con diagnosi di carcinoma renale metastatico tra il 2006 e il 2008 la OS è risultata di 12.4 mesi, rispetto a 9.6 mesi nel periodo 2002 – 2005 (p = 0.004). I ricercatori del Karolinska University Hospital and Karolinska Institutet di Solna, Sahlgrenska University Hospital e Sahlgrenska Academy, University of Gothenburg, e Umeå University hanno osservato che i fattori associati a un significativo miglioramento della OS nel carcinoma renale erano il sesso femminile, l’età più giovane e una precedente nefrectomia, mentre nel carcinoma metastatico lo erano il sesso femminile, una precedente nefrectomia e la prescrizione di un qualsiasi TKI (modello 1: OS aggiustata per la mediana: 19.4 mesi con TKI vs 9.7 mesi nei pazienti non trattati con TKI; hazard ratio 0.621; p < 0.001). In conclusione, gli autori hanno evidenziato un miglioramento della OS nei pazienti svedesi che hanno ricevuto diagnosi di carcinoma renale e carcinoma renale metastatico nel periodo 2006 – 2008, rispetto agli anni 2000 – 2005 (per il tumore renale) e 2002 – 2005 (per la malattia metastatica). Sebbene l’origine sia multifattoriale, i risultati suggeriscono che l’incremento dei tassi di nefrectomia e l’uso di inibitori delle tirosin-chinasi abbiano contribuito al miglioramento registrato nei pazienti con carcinoma renale metastatico.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2013
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.